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10/01/2019

Come fare lo zaino?

By | Blog, Consigli utili
CONSIGLI UTILI

Le regole di base per uno zaino perfetto!

Organizzazione degli spazi e leggerezza.

Castel di Moschesin

Il compagno di mille avventure

Per chi frequenta la montagna lo zaino è ormai un qualcosa di indissolubile.
Un compagno fedele a cui affidarsi in ogni escursione o trekking.
Anche se tutti noi l’abbiamo indossato almeno una volta nella vita, organizzarlo e portarsi le cose necessarie per le attività previste non è così banale.
Vediamo allora le due regole di base per fare lo zaino a regola d’arte.

Organizzazione

Quando camminiamo sui sentieri per ore o qualche giorno l’organizzazione dello zaino è fondamentale.
Avere le cose sparse o non riposte nel giusto modo infatti a volte fa perdere un sacco di tempo.
Il primo principio da seguire è di mettere le cose che meno usiamo verso il fondo: sacco a pelo, cambio per la notte, ciabatte…tutto quello che sapremo di usare solo la sera va riposto alla base.
Poi vengo le cose di medio utilizzo: fornellino, viveri e quant’altro.
Sopra vanno invece gli indumenti che possiamo indossare quando arriviamo in vetta, i guanti se fa fretto e solitamente acqua e frutta secca.
Se lo zaino dispone di tasche laterali fate attenzione a distribuire bene i carichi: la vostra schiena ringrazierà.
Infine, oltre ad un copri zaino per le giornate uggiose, vi consiglio di mettere il vestiario dentro a dei sacchetti di plastica: ciò vi permetterà di mantenerli asciutti anche se il copri zaino dovesse venir meno.

Solo il necessario

La vita in città molto spesso ci porta a ritenere essenziali molte cose che invece non lo sono.
La montagna in questo aiuta…per i trekking e le vostre uscite allenatevi a portare con voi solo lo stretto necessario.
Scoprirete che la semplicità è un ottima compagna di vita.
Se dovete camminare per uno o più giorni l’essenziale è costituito da un piccolo beauty per l’igiene personale (mi raccomando: solo prodotti biodegradabili naturali), il cambio dei vestiti e dell’intimo, indumenti anti pioggia, il necessario per bere e mangiare e qualcosa per comunicare con il mondo esterno in caso di necessità.
Più saprete essere essenziali e più il vostro cammino si farà leggero e la vostra esperienza indimenticabile.
Uscire dall’abitudine rende liberi!

zaino
Novegno - Giulio Nicetto

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Ciaspolata in Val Venegia

Ciaspolata in Val Venegia e Baita Segantini – 10/02/2019

By | Ciaspolata

Questa ciaspolata in Val Venegia è un vero incanto.
Un entusiasmante escursione per persone che vogliono godersi una giornata indimenticabile!

Caratteristiche escursione

alcuni parametri relativi all’uscita proposta
Tipo escursione

Ciaspolata

Durata

giornaliera

Difficoltà

medio/impegnativa

Dislivello

550 m

Ritrovo

ore 7:30 al parcheggio della stazione Ferroviaria di Carpanè (Valsugana) oppure alle ore 8:45 presso il parcheggio del Ristorante Bar Da Meto (San Martino di Castrozza)

Partenza escursione ore 9:30 dal parcheggio a valle di Val Venegia (da Passo Rolle scendere in direzione Paneveggio; al bivio per passo Valles girare a destra e procedere verso quest’ultimo per 3km; sulla destra si trova l’indicazione del parcheggio “Pian dei Casoni”; imboccare la strada ed oltrepassare il ponticello di legno)

Riferimento Google Maps

ritrovo Valsugana: “Carpanè – Valstagna”
ritrovo San Martino di Castrozza: “Ristorante Bar Da Meto”

Programma

Svolgimento dell’escursione

I due punti di ritrovo intermedio servono per chi non ha ben chiaro come arrivare al punto di partenza.
Partiremo alle ore 9:30 dal parcheggio a valle della Val Venegia.
Indosseremo immediatamente le ciaspole per incamminarci subito in una natura incredibile.
La maestosità delle zona settentrionale delle Pale di San Martino farà ben presto capolino dal particolare bosco di abeti rossi che caratterizza questo itinerario.
Le spettacolari isole di pietra del giurassico ci attendono infatti come la quinta di un teatro sul fondo della Val Venegia.
Emozioni, stupore, grandiosità: gli ingredienti per una giornata indimenticabile ci sono tutti!
Non puoi mancare a questa bellissima ciaspolata in Val Venegia.

Materiale obbligatorio

Materiale e/o attrezzatura minima da avere con se per partecipare all’escursione

Per questa ciaspolata in Val Venegia servono scarponcini da montagna (no MOON BOOT), pantaloni lunghi, pile, giacca a vento, berretto e guanti.

Vestirsi a cipolla.
Per conoscere il tempo previsto potete anche consultare il sito dell’ARPAV.

ACCESSORI CONSIGLIATI:
Ghette (in caso di neve fresca).
Si consiglia un paio di guanti e di calzini di ricambio.
The caldo, cioccolata ed anche frutta secca.

Costo

20€ comprensivi di guida

Costo ciaspole con anche bastoni: 10€

Ragazzi sotto i 18 anni: 5€
Il pranzo è previsto in rifugio (ognuno regola autonomamente con il gestore)

Guide:
– Giulio Nicetto Accompagnatore di Media Montagna
– Anna Sella Accompagnatore di Media Montagna
– Guida Alpina

Prenotazione obbligatoria

Entro le ore 18:00 del giorno prima

La prenotazione è richiesta per gestire al meglio la parte di logistica e organizzazione.
Telefono: 3402216433 oppure inviando una mail a info@giulionicetto.it

Ciaspolata

Ramponi, ramponcini o ciaspole?

By | Blog, Consigli utili
ESCURSIONISMO INVERNALE

Facciamo un po’ di chiarezza…

Ogni materiale per il suo utilizzo.

Ciaspolare

Cosa sono i ramponi, i ramponcini (o catenelle) e le ciaspole?

Ognuno dei materiali summenzionati è un valido ausilio per chi la montagna la frequenta anche d’inverno.
E’ giusto però sapere che ognuno di essi ha un uso ben preciso.
Uso che, se non effettuato correttamente, può esporre l’escursionista a rischi veramente elevati.
La montagna infatti non fa sconti e se non la si consce bisogna vere l’umiltà di desistere o chiedere a chi ne sa di più.
Ecco allora queste brevi righe per capire come usare i vari materiali in funzione dell’attività che andiamo a fare.

I ramponi

Quando si parla di ramponi si intende un attrezzo che trova applicazione nella pratica dell’alpinismo.
Sono generalmente costituiti da più punte metalliche tenute assieme da una leggera intelaiatura di metallo o da cinghie.
Di ramponi ne esistono molti tipi: da ghiaccio con due punte frontali o mono punta, più leggeri per un alpinismo non legato al mondo del verticale, con attacco rapido o semi automatico…
Come potete ben capire ce ne sono veramente molti modelli.
La cosa però fondamentale è che il loro uso è riservato a chi pratica l’alpinismo; vengono impiegati quindi su pendii ripidi, molto spesso in abbinata con le picche (o picozze) e sono attrezzi che necessitano di una formazione specifica.

I ramponcini (o catenelle)

Il principio costruttivo dei ramponcini (volgarmente detti anche catenelle) è lo stesso dei ramponi.
Punte che cercano di fare presa nel ghiaccio per evitarci fastidiose scivolate.
Rispetto ai fratelli maggiori però ciò che fa la differenza sono la grandezza delle punte (solitamente di dimensioni che non superano il mezzo centimetro) ed il sistema d’aggancio.
Questi due fattori fan si che l’impiego di questi materiali sia limitato ad un terreno prettamente pianeggiante o con pendenze molto contenute.
Nel caso si affrontino tratto troppo inclinati infatti, le punte non avrebbero la giusta forza ed aderenza ed il sistema di bloccaggio sulla scarpa, molto spesso costituito da delle cinghie in silicone, rischierebbe di fare una torsione sulla stessa scarpa pregiudicando pericolosamente la vostra stabilità.

Ramponcini

Le ciaspole

Se l’utilizzo dei ramponi e ramponcini sono legati al mondo del ghiaccio o terreno ghiacciato, le ciaspole sono invece un attrezzatura che più si confà al mondo della neve: meglio ancora se è fresca.
Le ciaspole infatti sono costituite da una parte basculante dove lo scarpone viene agganciato e da una base più estesa, a formare come uno sci corto e largo che evita al ciaspolatore di affondare sulla neve.
Anch’esse nella parte inferiore sono dotate di piccole punte d’acciaio e da punte frontali montate anteriormente alla base basculante dell’attrezzo.
Ciò ne consente l’utilizzo anche nei tratti ghiacciati e su terreni innevati con pendenze moderate.
L’ingombro di quest’attrezzo però non è da sottovalutare: come si fa con le pinne bisogna, nei cambi di direzione e soprattutto in “retromarcia” fare molta attenzione.

ciaspole - racchette da neve
ciaspole - racchette da neve

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