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febbraio 2019

Isola di Pellestrina

Pellestrina: biciclettata tra pescatori e spiaggie di un tempo – 30/03/2019

By | Escursioni in bici

Escursione in bicicletta alla scoperta dell’isola di Pellestrina.
Al termine della giornata, per chi vorrà, gusteremo una buonissima cena di pesce.

Caratteristiche escursione

alcuni parametri relativi all’uscita proposta
Tipo escursione

Escursione in bici

Durata

giornaliera

Difficoltà

Medio/facile

Dislivello

10 m

Ritrovo

ore 08:30 nel parcheggio dell’Isola dell’Unione (tra Chioggia e Sottomarina)

 

Riferimento Google Maps

Parcheggio Isola Dell’unione, Chioggia, VE

Programma

Svolgimento dell’escursione

Una volta lasciate le macchine al punto di ritrovo ci muoveremo verso il punto d’approdo della nostra barca.
Caricheremo le bici e cominceremo la nostra traversata della Laguna di Venezia fino a giungere a Pellestrina.
Qui saliremo in sella e cominceremo la nostra bellissima escursione.
Visiteremo questo particolare istmo che separa il mar Adriatico dalla laguna.
Pedalando in tranquillità passeremo il caratteristico paese: un luogo incredibilmente affascinante dove il tempo sembra quasi essersi fermato.
Il pranzo è previsto al sacco.
Dopo qualche momento di libertà ci rimetteremo in sella alle nostre bici per tornare verso sud e visitare la selvaggia spiaggia di Ca’ Roman.
Nel pomeriggio rientreremo verso il punto di partenza.

Materiale obbligatorio

Materiale e/o attrezzatura minima da avere con se per partecipare all’escursione

Per questa escursione a Pellestrina servono scarpe da ginnastica, vestiario adeguato, borraccia e viveri.
Per conoscere il tempo previsto potete anche consultare il sito dell’ARPAV.

ACCESSORI CONSIGLIATI:
The, cioccolata ed anche frutta secca

Costo

40 € comprensivi di 2 guide e trasporto a/r per Pellestrina

Eventuale noleggio bici a 10€.
Per chi da adesione alla cena, la stessa è da regolare con i gestori del locale.

Ragazzi sotto i 18 anni: 30 €.

Guide: Giulio Nicetto Accompagnatore di Media Montagna – Collegio Guide Alpine Veneto

Prenotazione obbligatoria

Entro le ore 18:00 del giorno prima

La prenotazione è richiesta per gestire al meglio anche la parte di logistica e organizzazione.
Fino ad esaurimento posti.
Telefono: 3402216433 oppure inviando una mail a info@giulionicetto.it

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Una mina gigantesca che fece esplodere e mutò per sempre l’aspetto del Monte Cimone.
Visiteremo la cima e gli avamposti per una giornata indimenticabile tra gallerie e trincee.

Caratteristiche escursione

alcuni parametri relativi all’uscita proposta
Tipo escursione

escursione breve

Durata

giornaliera

Difficoltà

facile

Dislivello

350 m

Ritrovo

ore 09:30 presso il parcheggio sulla destra appena arrivati a Tonezza del Cimone.

 

Riferimento Google Maps

Via Guglielmo Marconi, 9, 36040 Tonezza del Cimone VI

Programma

Svolgimento dell’escursione

Un sentiero che ci farà entrare negli eventi del 1916 quando queste terre sono state occupate dall’esercito austro-ungarico.
L’escursione sul Monte Cimone d’Arsiero è una bellissima camminata che ci farà vivere molte emozioni.
Saliremo fino all’ossario dov’è previsto il pranzo al sacco.
Visiteremo anche la zona sommitale con le sue trincee e gli osservatori restaurati quindi, tempo permettendo scenderemo verso gli avamposti e la galleria elicoidale di Cima Neutra.
Rientreremo quindi agevolmente alle macchine.

Prevedere pranzo a sacco

Materiale obbligatorio

Materiale e/o attrezzatura minima da avere con se per partecipare all’escursione

Per questa escursione sul Monte Cimone di Tonezza servono scarponcini da montagna, pantaloni lunghi, indumenti caldi, berretto e guanti.
Vestirsi a cipolla.
Per conoscere il tempo previsto potete anche consultare il sito dell’ARPAV.

ACCESSORI CONSIGLIATI:
The, frutta secca

Costo

15€ comprensivi di guida

Ragazzi sotto i 18 anni: 10€

Guide: Giulio Nicetto Accompagnatore di Media Montagna

Prenotazione obbligatoria

Entro le ore 18:00 del giorno prima

La prenotazione è richiesta per gestire al meglio anche la parte di logistica e organizzazione.
Fino ad esaurimento posti.
Telefono: 3402216433 oppure inviando una mail a info@giulionicetto.it

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Andremo alla scoperta delle bellezze del territorio con un escursione rilassante ed appagante.
Al termine ci recheremo presso Villa Piovene Porto Godi dov’è prevista una buonissima degustazione di vini.

Caratteristiche escursione

alcuni parametri relativi all’uscita proposta
Tipo escursione

escursione

Durata

giornaliera

Difficoltà

medio/facile

Dislivello

360 m

Ritrovo

ore 09:30 presso parcheggio di fianco alla scuola elementare di Villaga (di fronte Trattoria Sabrina)

 

Riferimento Google Maps

Trattoria Sabrina Villaga, Via G. Verdi, Villaga, VI

Programma

Svolgimento dell’escursione

Per questa bellissima escursione nel cuore dei Colli Berici partiremo dal centro di Villaga.
Saliremo addentrandoci subito tra la rigogliosa vegetazione dei colli, filari di vigneti e bellissimi versanti con coltivazioni di ulivo.
Raggiungeremo ben presto l’assolato Eremo di San Donato da dove ci gusteremo il panorama sulla pianura.
Ripartiremo dopo una breve pausa addentrandoci su altri sentieri che molto dolcemente ci condurranno su un altro punto panoramico.
Cominceremo quindi a ridiscendere verso Villaga.
Un dolce sentiero in discesa ci condurrà fino al punto di partenza.
Prenderemo quindi le macchine per recarci alla Villa Piovene Porto Godi dove ci attenderà un’ottima degustazione di vini e di prodotti tipici.

Materiale obbligatorio

Materiale e/o attrezzatura minima da avere con se per partecipare all’escursione

Per questa escursione all’Eremo di San Donato servono scarpe possibilmente alte (che coprano la caviglia) o scarpe da ginnastica con buon grip (ben tassellate), pantaloni lunghi, vestiario adeguato.
Per conoscere il tempo previsto potete anche consultare il sito dell’ARPAV.

ACCESSORI CONSIGLIATI:
The, frutta secca.

Costo

15€ comprensivi di guida + 10 € di degustazione

Ragazzi sotto i 18 anni: 10€

Guide: Giulio Nicetto Accompagnatore di Media Montagna

Prenotazione obbligatoria

Entro le ore 18:00 del giorno prima

La prenotazione è richiesta per gestire al meglio anche la parte di logistica e organizzazione.
Fino ad esaurimento posti.
Telefono: 3402216433 oppure inviando una mail a info@giulionicetto.it

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Zecche: cosa fare in caso di puntura?

By | Blog, Consigli utili
CONSIGLI UTILI

Zecche: un insetto pericoloso!

Per un escursionismo consapevole

Cos’è la zecca?

La zecca, limitando le argomentazioni a quella dei boschi (Ixodes ricinus), è un artropode appartenente alla classe degli arachnidi: per intenderci la stesa di acari, ragni e scorpioni.
Questo piccolo animale di dimensioni molto ridotte (da pochi millimetri ad 1 centimetro a seconda della specie e dello stadio di sviluppo) vive come parassita: necessita infatti di un ospite da cui nutrirsi prelevando forzatamente del sangue.
La sua forma è tondeggiante, leggermente allungata; il capo non è distinguibile dal corpo ed è dotato di un forte apparato boccale (chiamato rostro) con il quale riesce a penetrare la cute dei suoi ospiti.
Le zecche sono uno degli animali più pericolosi presenti nelle nostre zone in quanto possono trasmettere delle malattie che possono portare, nei casi più gravi, alla paralisi ma anche alla morte.

Dove vive?

La zecca la troviamo bene o male in tutto il mondo; ne esistono infatti molte specie: circa 900.
In Italia le specie più rilevanti per l’aspetto sanitario sono appunto Ixodes ricinus (zecca dei boschi) e Rhipicephalus sanguineus (zecca del cane).
L’habitat preferito da questi animaletti sono zone arbustive, incolte e non, con un microclima prevalentemente umido senza però purtropop poter escludere le zone con copertura più rada e clima più caldo.
La loro presenza sul territorio dipende poi dalla disponibilità di ospiti da parassitare: ecco che nelle nostre montagne, colline o campagne, prati, pascoli e boschi possono essere l’ambiente ideale per la loro presenza.
Le zecche si appostano all’estremità dei fili d’erba o dei rami aspettando che passi un ospite; rilevando la presenza di un animale o dell’uomo grazie all’anidride carbonica e/o al calore emesso, passano sull’ospite per poi conficcarvi il rostro.

zecca

Perché è pericolosa?

Parlando di pericolosità della zecca è fondamentale, in primo luogo, capire quali sono le malattie che si possono contrarre.
Le più frequenti sono:

  • la Malattia di Lyme (o Borelliosi);
  • la TBE (o encefalite da zecca).

La Malattia di Lyme può presentarsi solitamente da qualche settimana dopo il morso fino ad anche un mese ed i suoi sintomi possono durare anche anni.
Si manifesta solitamente con un eritema rosso, migrante, di forma circolare; possono essere presenti anche febbre, dolori muscolari, mal di testa, sensazione costante di stanchezza e, nel peggiore dei casi, anche problemi neurologici o di natura cardiaca.
La TBE invece è una malattia più subdola: nel 70% dei casi si rileva un’infezione asintomatica.
Nei restanti casi, entro pochi giorni dal morso e fino ad un mese, potranno manifestarsi dapprima sintomi simili a quelli legati al Morbo di Lyme e poi, dopo una fase di latenza di un paio di settimane, disturbi più importanti afferenti il sistema nervoso centrale.

E’ giusto però dire che queste patologie vengono trasmesse da zecche infette e fortunatamente non tutte le zecche presenti nei nostri territori sono portatrici di queste malattie!

Come posso evitare di essere punto dalla zecca?

La dimensione e la vasta distribuzione delle zecche non aiuta di certo.
Ci sono però delle regole di base da seguire per evitare di essere punti.
Eccone qualcuna:

  • evitare i terreni incolti o con erbe alte soprattutto nel periodo di maggior attività di questo animale che va da marzo fino ad ottobre
  • indossare esclusivamente pantaloni lunghi e coprire prevalentemente le estremità inferiori
  • utilizzare indumenti di colore chiaro così da facilitarne l’individuazione prima che arrivino alla cute
  • effettuare un controllo visivo frequente: sia su noi stessi che sui nostri compagni di escursione
  • al termine dell’escursione effettuare un nuovo controllo visivo reiterandolo anche in doccia
  • se in macchina abbiamo un cambio completo, scuotere gli indumenti che ci siamo appena tolti e riporli in un sacchetto il più possibile mantenendolo isolato dal resto dell’attrezzatura e del materiale; una volta arrivati a casa metterli subito a lavare
  • prima dell’escursione avere cura di trattare i nostri amici a 4 zampe con sostanze acaro-repellenti

Ad oggi sono anche disponibili nei negozi specializzati, specifici prodotti repellenti.

Pinzette rimuovi zecche

Cosa fare in caso di puntura?

Se veniamo punti da una zecca la prima cosa da fare è mantenere la calma: nessun allarmismo ma TEMPESTIVITA’!
In caso di rimozione dell’animale nelle prime 24 ore dal morso possiamo già ridurre del 90% la possibilità di contagio (che avviene attraverso il rigurgito della saliva dell’animale nel nostro organismo).
Ecco ora le poche e semplici regole da seguire:

  • utilizzando un apposita pinzetta (quella per le ciglia non va bene!), cercare di afferrare la zecca il più vicino possibile alla cute; imprimiamo un leggero movimento rotatorio e la zecca verrà rimossa facilmente
  • dopo l’estrazione disinfettare la cute
  • assicurarsi di aver rimosso anche il rostro (in caso negativo recarsi al pronto soccorso per essere estratto con un ago sterile)
  • distruggere la zecca: se possibile bruciarla
  • cominciare a tener monitorato il proprio stato di salute e le eventuali manifestazioni
  • informare il proprio medico curante

Cosa invece non bisogna assolutamente fare?

  • mai usare olii, acqua a qualsiasi altra sostanza liquida per tentare di rimuovere la zecca; pensando di affogarla ne stimoleremo invece il rigurgito, aumentando potenzialmente le probabilità di contagio
  • nel rimuovere l’animale non schiacciarne mai il corpo
  • evitate di toccare la zecca con le mani nel tentativo di rimuoverla

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CONSIGLI UTILI

Processionaria: un pericolo da evitare!

Per un escursionismo consapevole

processionaria

Cos’è la processionaria?

La processionaria (Thaumetopoea pityocampa) è un insetto: precisamente un lepidottero della famiglia Notodontidae.
Vive comunemente anche nei nostri territori e la sua fama è purtroppo legata alla sua pericolosità.
E’ uno degli insetti più distruttivi delle nostre foreste e prende il suo nome dall’abitudine caratteristica di muoversi in fila, formando una vera e propria “processione”.
La processionaria è un insetto pericoloso sia per l’uomo che per i cani: anche il solo contatto può infatti provocare gravi lesioni!

Dove vive?

L’areale della processionaria si estende dall’Europa meridionale, all’oriente e fino a giungere anche all’Africa settentrionale.
L’insetto colpisce poi più facilmente il pino nero, senza però disdegnare in qualche caso anche pino silvestre, larice e cedro.
Mentre d’estate la processionaria la trascorre come bozzolo sotto circa 15 centimetri di terra, nel mese di agosto le falene cominciano ad emergere dal terreno per cercare la pianta giusta per deporre le uova. Le prime larve nascono circa dopo 4 settimane.
Malgrado le dimensioni siano veramente molto modeste (1-3cm) la potenti mandibole riescono già ad incidere i duri aghi del pino.
Non appena spolpato il ramo si muovono verso un nuovo nutrimento.
Ad ottobre costituiscono poi un nido, simil seta, in cui si rifugeranno l’intero inverno.
In primavera poi la processionaria riprende l’attività (solitamente da marzo ad aprile), formando le file che tutti noi conosciamo, per andare alla ricerca del luogo adatto per tessere il bozzolo.
Una volta interrata la crisalide può restarvi per un mese ma di frequente questo periodo può prolungarsi anche per più anni.

Procesionaria del pino

Perché è pericolosa?

La processionaria è pericolosa perché i suoi peli, quando si trova nello stato di bruco, sono fortemente urticanti.
Sia per l’uomo sia per i nostri amici a 4 zampe.
Nell’uomo, se i peli della processionaria entrano a contatto con la nostra pelle, avviene il rilasci di istamina; nel caso più lieve ci sarà una reazione urticante mentre per casi più seri potrà subentrare anche lo shock anafilattico!
E’ assolutamente da evitare il contatto dei peli con occhi, mucose (ingestione) o con le vie respiratorie.
Nel caso del cane invece, il contatto provoca una vera e propria necrosi del tessuto cellulare.
Ecco qualche sintomo per riconoscere se il nostro cane è entrato a contatto con i peli della processionaria:

  • salivazione acuta
  • ingrossamento della lingua
  • perdita di vivacità
  • vomito e/o diarrea
  • rifiuto del cibo
  • febbre
  • necrosi dei tessuti

Come posso evitare di imbattermi nella processionaria?

Sicuramente la prima indicazione è quella di cercare di evitare le zone dove, in precedenza, abbiamo già avuto modo di notare il nido di questi insetti.
Chiaramente, come detto anche nei paragrafi precedenti, il periodo più a rischio è quello compreso tra la primavera e l’estate.
Cercate quindi di evitare le zone in cui il pino nero è presente con maggior frequenza.
Se vi muovete con il vostro amico a 4 zampe tenetelo al guinzaglio e fate molta attenzione a dove leccano ed annusano.
Se vedete una fila di processionarie evitate di pestarle: i peli verrebbero inevitabilmente dispersi nell’aria con anche una possibile amplificazione dell’effetto di contatto.

nido di processionaria

Cosa fare in caso di puntura?

Innanzi tutto la prima cosa da fare è risciacquare il prima possibile la parte venuta a contatto con i peli della processionaria.
Se il problema riguarda l’uomo li consiglio è di chiamare il 118 o il medico: sapranno guidarvi nelle successive fasi dell’eventuale terapia.
Se il problema invece si manifesta sul vostro cane, indossate dei guanti e fate dei lavaggi, sulla parte interessata, con acqua e bicarbonato; anche acqua può andare bene. La mossa successiva sarà però recarsi con la massima urgenza da un veterinario.

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