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admin

Odle da cima Seceda

La magia delle Odle da cima Seceda – 07/07/2019

By | Escursioni

Entusiasmante escursione alla scoperta delle Odle da cima Seceda.
Un paesaggio unico al mondo!

Caratteristiche escursione

alcuni parametri relativi all’uscita proposta
Tipo escursione

Escursione

Durata

Giornaliera

Difficoltà

media

Dislivello

600 m

Ritrovo

ore 8:45 nel parcheggio del “Bar Elvis”, prima di arrivare ad Ortisei

 

Riferimento Google Maps

Str. Arnaria, 1, 39046 Ortisei BZ

Programma

Svolgimento dell’escursione

Partiremo a camminare da sopra l’abitato di Santa Cristina.
Il bellissimo sentiero ci farà attraversare un caratteristico e rigoglioso bosco per poi farci sbucare sotto i prati del Col Raiser.
Il paesaggio qui sarà già spettacolare: morbidi prati a perdita d’occhio colorati dai tantissimi fiori che sbocciano in questo periodo.
Continueremo quindi a salire verso il Rifugio Fermeda.
Proseguendo sempre su comodo sentiero raggiungeremo la cima del Seceda (2519 m s.l.m.) dove ci fermeremo per consumare il pranzo al sacco.
Dopo aver assaporato i fantastici scorci in cui le Odle si tuffano nel cielo, inizieremo la discesa.
Rientreremo quindi alle macchine nel pomeriggio.

Materiale obbligatorio

Materiale e/o attrezzatura minima da avere con se per partecipare all’escursione

Per questa escursione alla scoperta delle Odle e di Cima Seceda servono scarponcini da montagna, vestiario adeguato, berretto o bandana, borraccia e viveri.
Pranzo al sacco.
Per conoscere il tempo previsto potete anche consultare il sito dell’ARPAV.

ACCESSORI CONSIGLIATI:
The, cioccolata ed anche frutta secca, crema solare, occhiali da sole.

Costo

20 € comprensivi di guida

Ragazzi sotto i 18 anni: 10€.

Guide:
– Giulio Nicetto Accompagnatore di Media Montagna – Collegio Guide Alpine Veneto

Prenotazione obbligatoria

Entro le ore 18:00 del giorno prima

La prenotazione è richiesta per gestire al meglio anche la parte di logistica e organizzazione.
Telefono: 3402216433 oppure inviando una mail a info@giulionicetto.it

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52 Gallerie

La strada delle 52 Gallerie – 30/06/2019

By | Escursioni

Salire la strada delle 52 Gallerie è un esperienza unica!
Un passo dietro l’altro sui bellissimi profili del Pasubio.
Meta della giornata il rifugio Achille Papa!

Caratteristiche escursione

alcuni parametri relativi all’uscita proposta
Tipo escursione

Escursione

Durata

Giornaliera

Difficoltà

impegnativo

Dislivello

800 m

Ritrovo

ore 8:45 nel parcheggio di Bocchetta Campiglia

 

Riferimento Google Maps

Parcheggio “Bocchetta di Campiglia”, Località Bocchetta Campiglia, Posina, VI

Programma

Svolgimento dell’escursione

Parcheggeremo la macchina sul piazzale superiore di Bocchetta Campiglia.
Inizieremo poi a camminare sulla strada delle 52 Gallerie attraversando il portale monumentale e quindi la Bella Laita.
Proseguiremo sul sentiero che sale a mezza costa tra gallerie, cenge scavate nella roccia e paesaggi incredibili.
Arriveremo poi al rifugio Papa dove sosteremo per il pranzo al sacco.
Rientreremo quindi verso le macchine lungo la Strada degli Scarubbi.
Al termine dell’escursione possibilità di fermarsi a Baita Campiglia per un momento conviviale.

Materiale obbligatorio

Materiale e/o attrezzatura minima da avere con se per partecipare all’escursione

Per questa escursione alle 52 Gallerie servono scarponcini da montagna, pila frontale, vestiario adeguato, borraccia e viveri.
Pranzo al sacco.
Per conoscere il tempo previsto potete anche consultare il sito dell’ARPAV.

ACCESSORI CONSIGLIATI:
The, cioccolata ed anche frutta secca

Costo

15 € comprensivi di guida

Ragazzi sotto i 18 anni: 10€.

Guide:
– Giulio Nicetto Accompagnatore di Media Montagna – Collegio Guide Alpine Veneto
– Anna Sella Accompagnatore di Media Montagna – Collegio Guide Alpine Veneto

Prenotazione obbligatoria

Entro le ore 18:00 del giorno prima

La prenotazione è richiesta per gestire al meglio anche la parte di logistica e organizzazione.
Telefono: 3402216433 oppure inviando una mail a info@giulionicetto.it

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Forte Cherle

Il Forte Cherle e la scala dell’Imperatore – 26/06/2019

By | Escursioni del mercoledì

Forte Cherle, la “cintura di ferro” Austro-Ungarica.
Una facile e rilassante escursione nell’Alpe Cimbra.

Caratteristiche escursione

alcuni parametri relativi all’uscita proposta
Tipo escursione

Escursione

Durata

giornaliera

Difficoltà

facile

Dislivello

300 m

Ritrovo

ore 9:00 al parcheggio dell’Albergo Centrale di Carbonare

 

Riferimento Google Maps

Albergo Centrale, Via Petrarca, Folgaria, TN

Programma

Svolgimento dell’escursione

Piacevolissima escursione per godersi una giornata immersi nella natura.
L’Alpe Cimbra ed il bellissimo alpeggio di Lastebasse che racchiude al suo interno anche il Forte Cherle (Forte San Sebastiano) saprà offrirci un itinerario tranquillo e senza pericoli.
Camminare nei luoghi della Grande Guerra regala sempre emozioni e sensazioni particolari.
Ci attende un ambiente selvaggio, poco antropizzato in cui scoprire le meraviglie del bosco ed i suoi abitanti.
Un mondo in cui la sensazione di libertà non può essere descritta in due righe ma dev’essere provata sul campo!
Visiteremo anche i resti del Forte Cherle, la Scala dell’Imperatore ed altri manufatti risalenti alla Grande Guerra.

Materiale obbligatorio

Materiale e/o attrezzatura minima da avere con se per partecipare all’escursione

Per questa escursione alla Forte Cherle servono scarponcini da montagna, guscio antipioggia o mantellina, vestiario adeguato, borraccia con acqua.
Per conoscere il tempo previsto potete anche consultare il sito dell’ARPAV.

ACCESSORI CONSIGLIATI:
The, cioccolata ed anche frutta secca

Costo

15 € comprensivi di guida

Ragazzi sotto i 18 anni: 10 €.

Guide:
– Giulio Nicetto Accompagnatore di Media Montagna – Collegio Guide Alpine Veneto

Prenotazione obbligatoria

Entro le ore 18:00 del giorno prima

La prenotazione è richiesta per gestire al meglio anche la parte di logistica e organizzazione.
Fino ad esaurimento posti.
Telefono: 3402216433 oppure inviando una mail a info@giulionicetto.it

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Tre Cime di Lavaredo

Tre Cime di Lavaredo: le isole fossili – 23/06/2019

By | Escursioni

Tre Cime di Lavaredo: uniche!
Indomite cattedrali di pietra conosciute nel mondo.
Venite a scoprire i segreti che si nascondono tra le loro rocce.

Caratteristiche escursione

alcuni parametri relativi all’uscita proposta
Tipo escursione

Escursione

Durata

Giornaliera

Difficoltà

medio/facile

Dislivello

350 m

Ritrovo

ore 9:00 al parcheggio dello Chalet Lago Antorno

 

Riferimento Google Maps

Chalet Lago Antorno, Misurina, BL

Programma

Svolgimento dell’escursione

Ci troveremo nel parcheggio dello Chalet Lago Antorno.
Organizzeremo al meglio le macchine per far si di salire al rifugio Auronzo con il minimo costo possibile.
Parcheggeremo quindi sotto le pareti sud delle Tre Cime di Lavaredo dove cominceremo il giro passando per il rifugio Auronzo.
L’agevole sentiero farà spaziare il nostro sguardo sui Cadini ed in lontananza sulla Croda dei Toni.
Ci dirigeremo quindi verso il rifugio Locatelli dov’è previsto il pranzo al sacco.
Rientreremo quindi passando sotto le imponenti pareti nord delle Tre Cime.
Oltrepasseremo anche la caratteristica malga Langalm dove potremo fermarci brevemente per sorseggiare qualcosa al cospetto delle più belle pareti dolomitiche.
Rientreremo quindi agevolmente verso le macchine.

Materiale obbligatorio

Materiale e/o attrezzatura minima da avere con se per partecipare all’escursione

Per questa escursione alle Tre Cime di Lavaredo servono scarponcini da montagna, vestiario adeguato, zaino, borraccia e viveri.
Per conoscere il tempo previsto potete anche consultare il sito dell’ARPAV.

ACCESSORI CONSIGLIATI:
The, cioccolata ed anche frutta secca

Costo

20 € comprensivi di guida

Prevedere 5€/persona per salire con la macchina fino al parcheggio del rif. Auronzo.
Ragazzi sotto i 18 anni: 10 €.

Guide: Giulio Nicetto Accompagnatore di Media Montagna – Collegio Guide Alpine Veneto

Prenotazione obbligatoria

Entro le ore 18:00 del giorno prima

La prenotazione è richiesta per gestire al meglio anche la parte di logistica e organizzazione.
Fino ad esaurimento posti.
Telefono: 3402216433 oppure inviando una mail a info@giulionicetto.it

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Sentiero delle Meatte

Giro delle Meatte e sacrario di Cima Grappa – 22/06/2019

By | Escursioni

Un sentiero che ci porterà tra creste, paesaggi e trincee.
Alla fine della camminata visita al sacrario di Cima Grappa.

Caratteristiche escursione

alcuni parametri relativi all’uscita proposta
Tipo escursione

Escursione

Durata

giornaliera

Difficoltà

Medio

Dislivello

400 m

Ritrovo

ore 09:00 nel parcheggio del Rifugio Bassano a Cima Grappa

 

Riferimento Google Maps

Rifugio Bassano a cima Grappa

Programma

Svolgimento dell’escursione

Bellissima escursione ad anello con ritrovo al parcheggio tra il Rifugio Bassano e l’ossario di Cima Grappa.
Organizzeremo le macchine e ci sposteremo con i mezzi in Val delle Mure.
Da qui seguiremo una trincea che ci farà guadagnare la linea di cresta: Monte Boccaor, Monte Meatte…una bellissima linea di cresta che ci condurrà fino a Cima della Mandria.
Da qui rientreremo verso le macchine percorrendo un bellissimo tratto di sentiero di arroccamento.
Giungeremo quindi alle macchine.
Ci sposteremo quindi verso Cima Grappa per il pranzo e la visita al sacrario.

Prevedere il pranzo al sacco.

Materiale obbligatorio

Materiale e/o attrezzatura minima da avere con se per partecipare all’escursione

Per questa escursione sul Monte Grappa con giro delle Meatte servono scarponcini da montagna, pila frontale carica, vestiario adeguato, borraccia e viveri.
Per conoscere il tempo previsto potete anche consultare il sito dell’ARPAV.

ACCESSORI CONSIGLIATI:
The, cioccolata ed anche frutta secca

Costo

20€ comprensivi di guida

Ragazzi sotto i 18 anni: 10€.

Guide: Giulio Nicetto Accompagnatore di Media Montagna – Collegio Guide Alpine Veneto

Prenotazione obbligatoria

Entro le ore 18:00 del giorno prima

La prenotazione è richiesta per gestire al meglio anche la parte di logistica e organizzazione.
Fino ad esaurimento posti.
Telefono: 3402216433 oppure inviando una mail a info@giulionicetto.it

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Ciaspolata Forte Campomolon

Val delle Lanze e Forte Campomolon – 19/06/2019

By | Escursioni del mercoledì

Natura al 100% e tranquillità in uno dei contesti più “selvaggi” dell’Alpe Cimbra.
Un percorso di medio impegno per raggiungere il panoramico Forte Campomolon!

Caratteristiche escursione
alcuni parametri relativi all’uscita proposta

Tipo escursione
Ciaspolata

Durata
serale

Difficoltà
medio

Dislivello
420 m

Ritrovo

ore 09:30 al parcheggio dell’Albergo Fiorentini

 

Riferimento Google Maps

Albergo Fiorentini (Via Villaggio Fiorentini 20, 36040 Lastebasse VI)

Programma

Svolgimento dell’escursione

Partiti dall’Albergo Fiorentini cominceremo a salire in una bellissima valle.
La salita inizierà tranquillamente per poi accentuarsi raggiunti i caratteristici albii che d’estate offrono acqua per le vacche.
Continueremo quindi fino a Forcella Molon.
Il tragitto proseguirà per comoda mulattiera fino al Forte Campomolon.
Raggiunti i resti del forte faremo una pausa dove consumeremo il pranzo al sacco.
Fantastici paesaggi si apriranno ai nostri occhi: Col Santo, Dolomiti di Brenta, Becco di Filadonna, Altopiano di Asiago, Summano, Novegno.
Imboccheremo quindi il sentiero di discesa che ci farà rientrare verso le macchine.
L’itinerario ha uno sviluppo complessivo di circa 12 chilometri.

Materiale obbligatorio

Materiale e/o attrezzatura minima da avere con se per partecipare all’escursione

Per questa escursione al Forte Campomolon servono scarponcini da montagna, vestiario adeguato, giacca antivento. Vestirsi a cipolla.
Per conoscere il meteo previsto potete anche consultare il sito dell’ARPAV.

ACCESSORI CONSIGLIATI:
The caldo, cioccolata ed anche frutta secca.

Costo

15 € comprensivi di guida

Ragazzi sotto i 18 anni: 10€
Guide: Giulio Nicetto Accompagnatore di Media Montagna

Prenotazione obbligatoria

 

Entro le ore 18:00 del giorno prima

La prenotazione è richiesta per gestire al meglio anche la parte di logistica e organizzazione.
Fino ad esaurimento posti.
Telefono: 3402216433 oppure inviando una mail a info@giulionicetto.it

Scopri le altre escursioni in programma

Rifugio Papa
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Campogrosso ed il ponte tibetano- 16/06/2019

By | Escursioni

L’anello di Campogrosso ed il ponte tibetano.
Natura, storia ed il brivido di attraversare il ponte sospeso.

Caratteristiche escursione

alcuni parametri relativi all’uscita proposta
Tipo escursione

Escursione

Durata

giornaliera

Difficoltà

medio/facile

Dislivello

350 m

Ritrovo

ore 9:00 all’Albergo Al Passo a Pian delle Fugazze

 

Riferimento Google Maps

Località Martini, 37, 38060 Passo Pian delle Fugazze TN

Programma

Svolgimento dell’escursione

Indossati gli scarponi partiremo subito in direzione catena del Sengio Alto.
Ci avvicineremo alle pareti di questo importantissimo spartiacque che ha visto nascere un’intera generazione di importanti alpinisti.
L’alpeggio di Campogrosso poi sarà solo il preludio all’arrivo presso l’omonimo rifugio dove chi vorrà potrà pranzare o prendere un buonissimo panino.
Ripartiremo quindi passando sotto le più imponenti pareti del Baffelan, degli Apostoli e delle altre cime che contraddistinguono questa piccola catena montuosa, spartiacque tra la provincia di Vicenza e quella trentina.
Condizioni permettendo attraverseremo il famoso ponte tibetano; un piccolo “brivido” alto 30 metri prima di tornare al parcheggio e quindi alle macchine.

Materiale obbligatorio

Materiale e/o attrezzatura minima da avere con se per partecipare all’escursione

Per questa escursione sull’anello di Campogrosso servono scarponcini da montagna, vestiario adeguato, berretto e guanti.
Per conoscere il tempo previsto potete anche consultare il sito dell’ARPAV.

ACCESSORI CONSIGLIATI:
The caldo, cioccolata ed anche frutta secca

Costo

15 € comprensivi di guida

Ragazzi sotto i 18 anni: gratis

Guide: Giulio Nicetto Accompagnatore di Media Montagna

Prenotazione obbligatoria

Entro le ore 18:00 del giorno prima

La prenotazione è richiesta per gestire al meglio anche la parte di logistica e organizzazione.
Telefono: 3402216433 oppure inviando una mail a info@giulionicetto.it

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Monte Paù: un percorso tutto da scoprire e da gustare.
Spettacolari panorami, arditi sentieri ed il giusto spirito d’avventura.

Caratteristiche escursione

alcuni parametri relativi all’uscita proposta
Tipo escursione

Escursione

Durata

Serale

Difficoltà

medio

Dislivello

400 m

Ritrovo

ore 16:30 al parcheggio di fronte al ristorante “Baita Azzurra” a Tresche Conca

 

Riferimento Google Maps

Via Campiello, 69, 36010 Roana VI

Programma

Svolgimento dell’escursione

L’escursione sul Monte Paù sarà una scoperta di luoghi dal fascino molto particolare.
Attraverseremo bellissimi versanti erbosi, altalenati con risalti rocciosi e comode strade militari per apprezzare la natura ed il pesaggio circostante.
La visuale infatti, sempre aperta, ci permetterà di assaporare panorami dal Pasubio al mare Adriatico fino a raggiungere, nelle giornate più terse, persino gli Appennini.
La cena è prevista a Malga Foraoro: luogo ideale per gustare in semplicità i prodotti a chilometro zero di questo magnifico territorio.
Rientreremo verso le macchine verso le 23 gustandoci la tranquillità dei boschi e la compagnia dei suoi abitanti.

Materiale obbligatorio

Materiale e/o attrezzatura minima da avere con se per partecipare all’escursione

Per questa escursione al Monte Paù servono scarponcini da montagna, vestiario adeguato (pantaloni lunghi, pile, giacca pesante), pila frontale o torcia, borraccia e viveri.
Per conoscere il tempo previsto potete anche consultare il sito dell’ARPAV.

ACCESSORI CONSIGLIATI:
The, cioccolata ed anche frutta secca

Costo

15 € comprensivi di guida (esclusa cena)

Possibilità di cena con la “stuzzicheria” di Malga Foraoro con prodotti tipici della stessa malga: costo indicativo 15€ da regolare con i gestori.
Sarà una cena all’insegna della semplicità.

Possibilità di noleggio bastoncini da trekking: 5 €.
Ragazzi sotto i 18 anni: 10 €.

Guide:
– Giulio Nicetto Accompagnatore di Media Montagna – Collegio Guide Alpine Veneto
– Anna Sella Accompagnatore di Media Montagna – Collegio Guide Alpine Veneto

Prenotazione obbligatoria

Entro le ore 18:00 del giorno prima

La prenotazione è richiesta per gestire al meglio anche la parte di logistica e organizzazione.
Fino ad esaurimento posti.
Telefono: 3402216433 oppure inviando una mail a info@giulionicetto.it

Scopri le altre escursioni in programma

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Hepatica nobilis

Hepatica nobilis: il fiore che preannuncia la primavera

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APPROFONDIMENTI BOTANICI

Hepatica nobilis

nome volgare: erba trinità, erba stella, trifoglio epatico, fegatello

Hepatica nobilis

Morfologia

La pianta è alta dai 5 ai 15 centimetri.
I fiori di colore blu-viola, costituiti da 5-10 petali ovali, sono solitari e del diametro di 1,5-3,5 cm.
All’interno del fiore spiccano piccoli stami biancastri che terminano su un bottone verde chiaro.
Le foglie basali restano spesso vedi fino primavera, sono glabre e formate da tre lobi che presentano una sottilissima peluria sui margini.

Caratteristiche dell’Hepatica nobilis

L’Hepatica nobilis fiorisce tra marzo ed aprile e vive su terreni soffici quali faggete e querceti.
E’ tra le principali specie indicative di un substrato calcareo ed è una pianta presente in tutto il territorio europeo.
I fiori si chiudono la notte od in caso di maltempo.
La fioritura dura circa una settimana ed in questo periodo i petali possono raddoppiare la loro lunghezza.
l’Hepatica è una pianta perenne e costituisce specie protetta.

Hepatica nobilis

Uso e proprietà

Malgrado sia una pianta moto affascinante, l’Hepatica nobilis è un essenza velenosa; a causa di saponine infatti risulta irritante per la pelle e tossica se viene ingerita.
In caso di essiccazione infatti le sostanze presenti deperiscono diventando appunto tossiche.
Attualmente, in omeopatia, vengono usate tinture di foglie fresche contro tracheiti e bronchiti.
In passato invece era usanza creare infusi con le sue foglie ed i fiori per le presunte proprietà disintossicanti sul fegato.

Hepatica nobilis

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Cos’è la zecca?

La zecca, limitando le argomentazioni a quella dei boschi (Ixodes ricinus), è un artropode appartenente alla classe degli arachnidi: per intenderci la stesa di acari, ragni e scorpioni.
Questo piccolo animale di dimensioni molto ridotte (da pochi millimetri ad 1 centimetro a seconda della specie e dello stadio di sviluppo) vive come parassita: necessita infatti di un ospite da cui nutrirsi prelevando forzatamente del sangue.
La sua forma è tondeggiante, leggermente allungata; il capo non è distinguibile dal corpo ed è dotato di un forte apparato boccale (chiamato rostro) con il quale riesce a penetrare la cute dei suoi ospiti.
Le zecche sono uno degli animali più pericolosi presenti nelle nostre zone in quanto possono trasmettere delle malattie che possono portare, nei casi più gravi, alla paralisi ma anche alla morte.

Dove vive?

La zecca la troviamo bene o male in tutto il mondo; ne esistono infatti molte specie: circa 900.
In Italia le specie più rilevanti per l’aspetto sanitario sono appunto Ixodes ricinus (zecca dei boschi) e Rhipicephalus sanguineus (zecca del cane).
L’habitat preferito da questi animaletti sono zone arbustive, incolte e non, con un microclima prevalentemente umido senza però purtropop poter escludere le zone con copertura più rada e clima più caldo.
La loro presenza sul territorio dipende poi dalla disponibilità di ospiti da parassitare: ecco che nelle nostre montagne, colline o campagne, prati, pascoli e boschi possono essere l’ambiente ideale per la loro presenza.
Le zecche si appostano all’estremità dei fili d’erba o dei rami aspettando che passi un ospite; rilevando la presenza di un animale o dell’uomo grazie all’anidride carbonica e/o al calore emesso, passano sull’ospite per poi conficcarvi il rostro.

zecca

Perché è pericolosa?

Parlando di pericolosità della zecca è fondamentale, in primo luogo, capire quali sono le malattie che si possono contrarre.
Le più frequenti sono:

  • la Malattia di Lyme (o Borelliosi);
  • la TBE (o encefalite da zecca).

La Malattia di Lyme può presentarsi solitamente da qualche settimana dopo il morso fino ad anche un mese ed i suoi sintomi possono durare anche anni.
Si manifesta solitamente con un eritema rosso, migrante, di forma circolare; possono essere presenti anche febbre, dolori muscolari, mal di testa, sensazione costante di stanchezza e, nel peggiore dei casi, anche problemi neurologici o di natura cardiaca.
La TBE invece è una malattia più subdola: nel 70% dei casi si rileva un’infezione asintomatica.
Nei restanti casi, entro pochi giorni dal morso e fino ad un mese, potranno manifestarsi dapprima sintomi simili a quelli legati al Morbo di Lyme e poi, dopo una fase di latenza di un paio di settimane, disturbi più importanti afferenti il sistema nervoso centrale.

E’ giusto però dire che queste patologie vengono trasmesse da zecche infette e fortunatamente non tutte le zecche presenti nei nostri territori sono portatrici di queste malattie!

Come posso evitare di essere punto dalla zecca?

La dimensione e la vasta distribuzione delle zecche non aiuta di certo.
Ci sono però delle regole di base da seguire per evitare di essere punti.
Eccone qualcuna:

  • evitare i terreni incolti o con erbe alte soprattutto nel periodo di maggior attività di questo animale che va da marzo fino ad ottobre
  • indossare esclusivamente pantaloni lunghi e coprire prevalentemente le estremità inferiori
  • utilizzare indumenti di colore chiaro così da facilitarne l’individuazione prima che arrivino alla cute
  • effettuare un controllo visivo frequente: sia su noi stessi che sui nostri compagni di escursione
  • al termine dell’escursione effettuare un nuovo controllo visivo reiterandolo anche in doccia
  • se in macchina abbiamo un cambio completo, scuotere gli indumenti che ci siamo appena tolti e riporli in un sacchetto il più possibile mantenendolo isolato dal resto dell’attrezzatura e del materiale; una volta arrivati a casa metterli subito a lavare
  • prima dell’escursione avere cura di trattare i nostri amici a 4 zampe con sostanze acaro-repellenti

Ad oggi sono anche disponibili nei negozi specializzati, specifici prodotti repellenti.

Pinzette rimuovi zecche

Cosa fare in caso di puntura?

Se veniamo punti da una zecca la prima cosa da fare è mantenere la calma: nessun allarmismo ma TEMPESTIVITA’!
In caso di rimozione dell’animale nelle prime 24 ore dal morso possiamo già ridurre del 90% la possibilità di contagio (che avviene attraverso il rigurgito della saliva dell’animale nel nostro organismo).
Ecco ora le poche e semplici regole da seguire:

  • utilizzando un apposita pinzetta (quella per le ciglia non va bene!), cercare di afferrare la zecca il più vicino possibile alla cute; imprimiamo un leggero movimento rotatorio e la zecca verrà rimossa facilmente
  • dopo l’estrazione disinfettare la cute
  • assicurarsi di aver rimosso anche il rostro (in caso negativo recarsi al pronto soccorso per essere estratto con un ago sterile)
  • distruggere la zecca: se possibile bruciarla
  • cominciare a tener monitorato il proprio stato di salute e le eventuali manifestazioni
  • informare il proprio medico curante

Cosa invece non bisogna assolutamente fare?

  • mai usare olii, acqua a qualsiasi altra sostanza liquida per tentare di rimuovere la zecca; pensando di affogarla ne stimoleremo invece il rigurgito, aumentando potenzialmente le probabilità di contagio
  • nel rimuovere l’animale non schiacciarne mai il corpo
  • evitate di toccare la zecca con le mani nel tentativo di rimuoverla

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