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ph Maurizio Morbin

Notte in truna…una nuova avventura “into the wild”!

By | Blog
UNA NUOVA AVVENTURA

Hai mai dormito in truna?

Un esperienza WILD: divertente e affascinante ma da non sottovalutare!

Cos’è una truna?

La truna è un riparo di emergenza scavato nella neve; può essere principalmente di due tipi:

  • a trincea
  • a tana di volpe

Nel primo caso si cava una trincea nella neve delle dimensioni desiderate e si chiude la parte alta dello scavo con alcuni teli termici (in funzione della grandezza), dei rami e per finire con la stessa neve.
La parte basale della trincea viene quindi allargata per permettere a una o più persone di entrarvi agevolmente.
La truna a tana di volpe invece la si costruisce su un pendio leggermente inclinato in cui lo spessore della neve è sufficiente per scavare al suo interno una vera e propria tana. Anche qui le dimensioni devono essere calcolate in funzione degli occupanti.

La truna non è un igloo ma permette ugualmente di dormire ad una temperatura accettabile (prossima allo 0) quando magari all’esterno le condizioni sono molto più severe.
Dormire in truna quindi non è un gioco…l’esperienza va affrontata seriamente e con i giusti materiali.
Resta comunque un’esperienza indimenticabile da provare almeno una volta nella vita.

Dove vengono fatte le escursioni con notte in truna?

Le location vengono scelte attentamente in funzione delle condizioni del manto nevoso e del meteo previsto.
Solitamente si cercano zone isolate ma con un facile accesso ad una struttura di emergenza, utile in caso di reale necessità.
I luoghi di svolgimento verranno comunicati ai partecipanti in prossimità della data prestabilita.
I posti sono limitati con un tetto massimo di partecipanti.

Partecipando alle escursioni con notte in truna potrai anche approfondire alcuni aspetti legati alla nivologia.
L’esperienza che vivrai sarà indimenticabile! Una vera avventura “into the wild”!

Cosa serve per partecipare a questo tipo di escursioni?

Il tipo di attività che si propone necessita, da parte del partecipante, di materiale specifico.
Prima della partenza per l’escursione è previsto il controllo del materiale obbligatorio.
Per ovvie ragioni di sicurezza chi non dovesse rispettare le indicazioni ricevute verrà escluso dall’escursione.

Materiale obbligatorio:

  • sacco a pelo con temperatura confort di almeno -5° C
  • stuoino
  • thermos di the caldo
  • vestiario pesante (giacca a vento, pile, intimo termico, guati, berretto, ecc.)
  • pila frontale
  • telo termico
  • un cambio completo

All’interno dello zaino potete racchiudere indumenti ed altri oggetti dentro sacchetti di plastica per evitare che umidità e neve li bagnino e li rendano inutilizzabili.

Vuoi maggiori info? .....clicca qui

Rifugio Antonio Locatelli

Rifugio Antonio Locatelli

By | Rifugi

Il più famoso rifugio in zona dolomitica.
Paesaggi stupendi ma anche un sacco di gente.

Caratteristiche della struttura

alcuni parametri relativi al rifugio
Gruppo montuoso

Dolomiti di Sesto

Altezza

2450 m

Pernotto

camerate e stanze

Copertura cell

presente

Permanenza

L’esperienza in rifugio

Il Rifugio Antonio Locatelli è posto esattamente d’innanzi alle pareti nord delle Tre Cime di Lavaredo.
E’ il rifugio più famoso della zona dolomitica tanto che per pernottare in una delle sue camerate o camere bisogna prenotare con largo anticipo.
Oramai, più che rifugio, si potrebbe quasi definire un albergo visto anche i numerosi servizi che offre.
Bagno e docce sempre funzionanti.
Al Rifugio Antonio Locatelli si può accedere dall’anello classico delle Tre Cime oppure salendo per la Valle del Sasso Vecchio (più impegnativa).
Un altro bellissimo accesso è quello che sale dalla Val Fiscalina e passa prima per il Rifugio Zsigmondy-Comici e quindi per il Rifugio Pian di Cengia.

Cibo e bevande

Mangiare in rifugio

Il rifugio Antonio Locatelli ha una buona cucina anche se a me piace gustare piatti più casarecci.
La colazione è in stile continentale.
Spesso, vista la grande affluenza di cui soffre questo rifugio, bisogna attendere un pò di tempo per essere serviti.

Altre info utili

Altre informazioni

La posizione panoramica verso le Tre Cime di Lavaredo ne fa uno dei rifugi più frequentati di tutto l’arco alpino!
Quando si sale al Rifugio Antonio Locatelli bisogna quindi mettere in preventivo di trovare sul percorso sempre tanta gente.
Per info e dettagli andate direttamente al sito del rifugio cliccando qui.

Rifugio Pian di Cengia

Rifugio Pian di Cengia

By | Rifugi

Un ottimo punto d’appoggio nel cuore delle Dolomiti di Sesto.
Situato su un punto panoramico che toglie il fiato.

Caratteristiche della struttura

alcuni parametri relativi al rifugio
Gruppo montuoso

Dolomiti di Sesto

Altezza

2528 m

Pernotto

camerata

Copertura cell

parziale/assente

Permanenza

L’esperienza in rifugio

Il rifugio Pian di Cengia non è propriamente il rifugio più accessibile del mondo.
La sua bellezza però deriva proprio da questo.
Posto a qualche ora di cammino dal rifugio Locatelli ed a circa 1h e 20 minuti dal Rifugio Zsigmondy-Comici è una piccola perla incastonata tra le rocce di Cima Una.
Della serie: da mettere assolutamente in programma!

Cibo e bevande

Mangiare in rifugio

Il Rifugio Pian di Cengia ha un ottima cucina casalinga.
Consigliatissimo quindi per una serata da ricordare!
Colazione altrettanto buona con possibilità di acquistare il pocket lunch per il pranzo a sacco.

Altre info utili

Altre informazioni

Visto il particolarissimo posto dove sorge il rifugio la doccia non c’è.
Le piccole dimensioni ne fanno una vera perla ma allo stesso tempo trovare posto per dormire è un vero colpo di fortuna!
Per info e dettagli andate direttamente al sito del rifugio cliccando qui.

Rifugio Zsigmondy-Comici

Rifugio Zsigmondy-Comici

By | Rifugi

Un ottimo punto d’appoggio nel cuore delle Dolomiti di Sesto.
Situato su un punto panoramico che toglie il fiato.

Caratteristiche della struttura

alcuni parametri relativi al rifugio
Gruppo montuoso

Dolomiti di Sesto

Altezza

2224 m

Pernotto

camerata + camere con letti

Copertura cell

parziale

Permanenza

L’esperienza in rifugio

Salire al Rifugio Zsigmondy-Comici è sempre una bellissima esperienza.
La Val Fiscalina è a mio avviso una delle più belle valli di tutto il fronte dolomitico.
Arrivati presso il rifugio vi aspetterà una calda accoglienza.
Le camerate sono belle comode anche se le camere (letti con biancheria) lo sono ancor di più!
Posto lungo uno dei sentieri più rinomati della zona, il Rifugio Zsigmondy-Comici viene spesso preso d’assalto da comitive di trekker che lo usano come base d’appoggio per effettuare escursioni di più giorni.
Buona regola quindi…prenotare con un certo anticipo!

Cibo e bevande

Mangiare in rifugio

Il Rifugio Zsigmondy-Comici offre un servizio di cucina ottimo!
Piatti sostanziosi ed abbondanti: la giusta misura per ricaricare le batterie!
Anche la colazione, in stile abbastanza continentale, lascia veramente soddisfatti!
Chiedendo c’è anche la possibilità di avere un pocket lunch o dei panini nel caso si preveda di dover mangiare al sacco.

Altre info utili

Altre informazioni

Nel trattamento a mezza pensione le bevande (acqua compresa) sono escluse.
Un ottimo servizio di doccia calda al presso di 4€ è quel che ci vuole dopo una giornata di trekking.
Per info e dettagli andate direttamente al sito del rifugio cliccando qui.

Rifugio Achille Papa - Pasubio

Rifugio Achille Papa

By | Rifugi

Un rifugio in cui senti ancora viva l’emozione della storia.
Sorto dai resti dell’antica baracca maggiore del “Milanin”.

Caratteristiche della struttura

alcuni parametri relativi al rifugio
Gruppo montuoso

Pasubio

Altezza

1928 m

Pernotto

camerata

Copertura cell

piena

Permanenza

L’esperienza in rifugio

Il rifugio Achille Papa è uno di quei rifugi che ti fa respirare aria di Storia…e che storia!
La sommità del Pasubio infatti, con Regio Decreto del ’22, è stata dichiarata zona sacra (una delle 4 assieme al Monte Grappa, Colle Sabotino e San Daniele).
La salita in Pasubio, da qualsiasi versante la si prenda è sempre spettacolare. Unica però l’emozione nel percorrere la Strada delle 52 Gallerie…assolutamente da fare!
Il rifugio Achille Papa ospita un sacco di camminatori offrendo un servizio veramente impeccabile.
Nei periodi secchi la doccia logicamente non è in funzione ma vi assicuro…è l’ultima cosa a cui penserete!

Cibo e bevande

Mangiare in rifugio

Il rifugio Achille Papa ha un ottima cucina!
Buonissimi sia i pranzi che le cene con piatti e prodotti tipici del rifugio!
A colazione non vi faranno mancare nulla: oltre a pane, marmellate, burro ed affettati dovete assolutamente provare anche il buonissimo yogurt con i cereali ed il cornetto!

Altre info utili

Altre informazioni

Vista la sempre maggiore affluenza di turisti in zona, se dovete pernottare è meglio che prenotiate con un pò di anticipo.
E’ assolutamente sconsigliata la salita in invernale (rifugio chiuso anche se c’è un bivacco da 6 posti) per la probabilità di slavine lungo i vari versanti (Strada degli Eroi, Gallerie, Scarubbi).
Per info e dettagli andate direttamente al sito del rifugio cliccando qui.

Rifugio Campogrosso

Rifugio Campogrosso

By | Rifugi

Ideale punto d’appoggio per le salite in Carega o sul Sengio Alto.
Facilmente accessibile a tutti.

Caratteristiche della struttura

alcuni parametri relativi al rifugio
Gruppo montuoso

Piccole Dolomiti

Altezza

1457 m

Pernotto

camerata +
2 camere matrimoniali

Copertura cell

parziale

Permanenza

L’esperienza in rifugio

Il rifugio Campogrosso è un ottimo punto d’appoggio o di partenza per le vostre escursioni in Piccole Dolomiti o sul Carega.
Rappresenta uno dei luoghi più comodi per la salita al rifugio Fraccaroli.
Tranquille passeggiate, camminate avventurose, percorsi storici oppure trekking più impegnativi…c’è una soluzione per ogni esigenza!
D’inverno è un punto di riferimento a che per uscite di scialpinismo, vaj e ciaspolate.
E’ spesso sede di numerosi eventi.
Per chi volesse dedicarsi all’arrampicata, la falesia della Sisilla (a pochi minuti) offre la possibilità di salire vie a tiri singoli od anche multi tiro.
Volendo al rifugio si accede anche in macchina tramite strada che sale da Recoaro.

Cibo e bevande

Mangiare in rifugio

Il rifugio Campogrosso è famoso per le sue cene e per l’atmosfera festosa.
Se avete la fortuna di mangiare al rifugio non potete non assaggiare gli gnocchi con la fiorette: un formaggio morbido locale dal gusto delicato ma unico.
Altro consiglio…assaggiate la sopressa!!!

Altre info utili

Altre informazioni

Nelle notti di luna piena c’è un notevole afflusso di persone.
Se volete mangiare non dimenticatevi di prenotare con largo anticipo!
Il rifugio è dotato anche di comode docce.
Nel periodo invernale è possibile raggiungere il rifugio anche facendo delle bellissime ciaspolate.
Per info e dettagli andate direttamente al sito del rifugio cliccando qui.

Rifugio Fraccaroli e Cima Carega - Giulio Nicetto

Rifugio Mario Fraccaroli

By | Rifugi

Posto nelle immediate vicinanze di Cima Carega domina l’intero massiccio montuoso.
Ottimo per assaporare albe e tramonti fantastici!

Caratteristiche della struttura

alcuni parametri relativi al rifugio
Gruppo montuoso

Carega

Altezza

2230 m

Pernotto

camerata +
2 camere da 2

Copertura cell

parziale

Permanenza

L’esperienza in rifugio

Se avete la fortuna e l’opportunità di salire al Rifugio Mario Fraccaroli non vorrete più scendere!
Posto sotto alla cima più alta di tutte le prealpi vicentine, Cima Carega, il rifugio è in posizione dominante.
La visuale spazia a 360 gradi dalle Dolomiti di Brenta al mare Adriatico e nei giorni più tersi, fino anche alle coste della Croazia.
Luca ed i suoi fratelli, gestori del rifugio, sapranno ospitarvi con il loro spirito accogliente e festoso.
Consigliatissima quindi una notte in questa spettacolare struttura.
Vi sembrerà di toccare il cielo solo alzando il braccio!

Chi volesse salire in notturna o all’alba eviti per favore di fare chiasso nei dintorni del rifugio.
La struttura apre verso le 7:30.

Cibo e bevande

Mangiare in rifugio

Malgrado la posizione del rifugio Mario Fraccaroli non ne renda facile il rifornimento e l’approvvigionamento di viveri si mangia ottimamente.
Cena e colazione perfetti sia per gusto che per qualità!

Altre info utili

Altre informazioni

Il rifugio offre 2 camere da 2 persone e una camerata da circa 30 persone.
I letti a castello sono molto comodi; evitate però il livello più alto se siete abituati a girarvi durante la notte!
Nei periodi in cui c’è scarsità di acqua è possibile lavarsi velocemente con una piccola doccia.

temporale - Giulio Nicetto

I temporali in montagna: come evitare le situazioni di pericolo

By | Blog, Consigli utili
MONTAGNA SICURA

Come comportarsi in caso di temporali in montagna?

Pochi e semplici consigli per sapere come comportarsi nel caso di fenomeni temporaleschi.

Cos’è il temporale?

Il temporale, in meteorologia, potremo definirlo come un fenomeno atmosferico caratterizzato dalla presenza di pioggia, vento e spesso anche da fulmini.
Mentre i primi due fattori non sono particolarmente rischiosi, la folgorazione rappresenta un grave pericolo per l’uomo.
I temporali, favoriti da un alto gradiente termico, si verificano spesso nella stagione estiva.
Sono caratterizzati da nuvole a sviluppo verticale chiamate cumulonembi che si creano quando l’atmosfera è instabile.
A distanza si riconoscono facilmente per la loro forma cilindrica; la base risulta appiattita mentre la sommità, che può raggiungere altezze di 12.000 metri, ha uno sviluppo che spesso ricorda la forma di un incudine.
Questa particolare nuvola si forma prevalentemente nelle ore più calde.

I fulmini

Ne abbiamo parlato brevemente sopra. Ma cosa sono in realtà i fulmini?
I fulmini sono scariche di corrente elettrica che scorrono, grazie ad un elevata differenza di potenziale, tra nuvola e terreno.
La loro formazione è facilitata se la distanza tra le due parti è piccola; ecco che, quando ci sono temporali in montagna, è meglio evitare le cime!
Essendo poi che le cariche elettriche si distribuiscono con maggior frequenza sulle superfici appuntite sarà meglio evitare anche luoghi come torrioni, creste ed alberi più elevati rispetto alla copertura del bosco.
Anche oggetti di natura metallica (buona conducibilità elettrica) possono attirare i fulmini; nei percorsi che prevedono il transito al di sopra del limite del bosco non trascuriamo neanche l’utilizzo della mountain bike e del cellulare!
Ricordiamoci poi che la folgorazione può essere anche indiretta: la corrente dispersa dal suolo dopo che un albero è stato colpito da un fulmine può propagarsi anche per 30 metri!

Alba

Come comportarsi allora in caso di temporale?

Diciamo innanzitutto che per minimizzare i rischi connessi a questi fenomeni violenti è sempre buona norma partire per le vostre escursioni alla mattina di buon ora!
I giorni precedenti al’escursione monitorate attentamente le previsioni meteo e non fatevi prendere dalla voglia di “dover fare”.
Il più bravo alpinista è quello che torna a casa…

Se poi invece il temporale vi sorprende in montagna ecco qualche precauzione per minimizzare il rischio:

  • evitare creste, cime, croci e qualsiasi rialzo vi ponga sulla linea della “minor distanza” tra terreno e nuvola;
  • non ripararsi mai sotto alberi isolati o che superano l’altezza del bosco; se l’albero invece è all’interno di un bosco fitto e la sua cima resta al di sotto delle cime degli altri alberi potrebbe essere un luogo sicuro;
  • evitare luoghi umidi con forte presenza d’acqua;
  • allontanarsi da pareti verticali;
  • se avete oggetti metallici allontanatevi da essi almeno una 50-ina di metri;
  • non utilizzare il cellulare: spegnetelo!

E’ preferibile poi accovacciarsi a terra tenendo la testa tra le ginocchia sedendosi non per terra ma sullo zaino.
Se ci sono grotte o gallerie potete usarle come riparo se non sono in prossimità di creste; non dovete però restare all’ingresso (entrate il più possibile) e state attenti a non toccare la roccia.

Per altre info o consigli utili non esitate a contattarmi.

Se volete consultare gli altri articoli .....cliccate qui

Monte Berico City Trekking

Urban Trekking: cos’è?

By | Blog
URBAN TREKKING

Un nuovo modo per allenarsi e tenersi in forma!

Hai voglia di camminare e prepararti per l’estate stando a due passi da casa, immerso nella natura?

Urban Trekking? …cos’è l’Urban Trekking???

L’estate si avvicina; le giornate si allungano e le temperature pian piano si fanno sempre più gradevoli.
Se ti piace camminare nella natura quest’attività ti saprà sorprendere.
Quando ho pensato a questa proposta ho voluto portare in città il concetto di trekking in montagna.
Ogni escursione infatti richiede sforzi più o meno prolungati e più o meno intensi.
L’Urban Trekking allena entrambi e ti prepara alle attività estive; la proposta è anche ideale per chi vuole rimettersi in forma!

Cosa vuol dire partecipare all’Urban Trekking?

Innanzi tutto significa fare sport e divertirsi in compagnia!…l’attività proposta è studiata ad hoc per far lavorare l’organismo per la maggior parte del tempo in soglia aerobica. Questo permette in primis di andare ad intaccare i grassi e poi di poter abituare l’organismo, in maniera graduale, a sforzi sempre più prolungati.
Ogni tanto si lavorerà anche sul potenziamento così da avere una forma ottimale per ogni avventura che decideremo di intraprendere.
L’attività è aperta a tutti ed in nessun caso è “estrema” o “esagerata” (nessuna corsa e nessuna competizione!).

Quando si svolge l’Urban Trekking?

Tutti i martedì sera, salvo impedimento.
Non sempre la zona di svolgimento sarà Vicenza…il mio intento infatti è anche quello di portarvi a conoscere quei luoghi che, seppur vicini alle nostre città, sono poco o per niente conosciuti!…e ce ne sono!!!
I ritrovi sono sempre in punti facilmente identificabili e la durata dell’escursione si aggira all’incirca in 1 ora e 30.

Vuoi maggiori info? .....clicca qui

Salto dei Granatieri

“La Granatiera” del Monte Cengio

By | Blog
ESCURSIONI NELLA STORIA

I luoghi ci parlano, bisogna però saperli ascoltare!

Ogni monte, cima o crinale ha una propria storia ricca di avvenimenti da scoprire.
Non conoscerla vuol dire non apprezzarne il vero valore.

L’escursione

Il Monte Cengio è un massiccio montuoso alto 1354m che si erge sul margine sud occidentale dell’Altopiano dei Sette Comuni.
Ci si arriva agevolmente dall’autostrada Valdastico che conduce fino a Piovene Rocchette; da li seguendo per Asiago, si sale sul “famoso” Costo.
Prima di sbucare a Tresche Conca una deviazione ci fa salire agevolmente fino al parcheggio in cui si può lasciare la macchina per cominciare il sentiero denominato “La Granatiera”.
E’ un percorso storico della lunghezza di circa 6 chilometri e con un dislivello molto contenuto (circa 150 metri).
Da qui la vista spazia su tutta la pianura vicentina e sui massicci montuosi limitrofi come Summano, Novegno, Pasubio ed Altopiano di Folgaria.
La percorrenza è di circa 2 ore.
In più punti il sentiero è molto esposto anche se la larghezza dello stesso lo rende percorribile anche a chi soffre di vertigini.

Perché visitare il Monte Cengio?

Il Monte Cengio ha una importantissima valenza storica, naturalistica e paesaggistica.
Storica perché durante la Grande Guerra fu teatro di cruenti ed epici scontri tra l’esercito Austroungarico e quello Italiano; lungo il percorso infatti si vedono ancora ben conservati numerosi manufatti (camminamenti, gallerie, trincee) risalenti al conflitto. L’intero percorso si snoda su quello che una volta era un effimero camminamento (sentiero di arroccamento) militare, ampliato e reso più agevole nel 1917-1918 dalla 93° Compagnia Minatori.
Naturalistico in quanto in tutte le stagioni possiamo ammirare molte specie di fiori molto particolari. Sia per i luoghi dove riescono a nascere e sopravvivere, sia per le forme ed i colori che essi assumono!
Inutile poi sottolineare che l’orientamento dell’itinerario è tale da permettere una perfetta visuale su tutte le cime circostanti e sulla pianura veneta.
Nelle giornate più terse si arriva a vedere anche il Mar Adriatico.

Qual’è il periodo migliore per visitarlo?

Per le caratteristiche del percorso l’unico periodo dell’anno da evitare tassativamente è l’inverno.
Neve o fondo ghiacciato rendono impossibile e molto pericoloso sia l’arrivo delle macchine al parcheggio, sia il transito a piedi lungo “La Granatiera”.
D’estate il problema maggiore è dato dal sole: nelle giornate con assenza di nuvole è bene munirsi di crema solare e acqua. La vegetazione presente lungo il sentiero è di tipo arbustivo e gli unici ripari dal sole sono dati dalle gallerie e da qualche anfratto roccioso.
Primavera e autunno invece sono le stagioni ideali. Colori e profumi non si sprecano!
Circa a metà del percorso si trova il rifugio “Al Granatiere”: ottimo punto d’appoggio per mangiare qualcosa ma anche, in caso di brutto tempo, come riparo.

Siete curiosi di vedere le mie proposte? .....cliccate qui