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admin

Lago della Stua

Escursione ai Piani Eterni dal Lago della Stua – 07/09/2019

By | Escursioni

Uno scorcio mozzafiato. Una natura che lascia a bocca aperta e la voglia di non scendere più.
La bellezza dei Piani Eterni è sorprendente!

Caratteristiche escursione

alcuni parametri relativi all’uscita proposta
Tipo escursione

Escursione

Durata

Giornaliera

Difficoltà

impegnativa

Dislivello

1000 m

Ritrovo

ore 7:30 alla stazione dei treni di Carpanè

 

Riferimento Google Maps

6, Piazza Gianna Giglioli e Angelo Valle, 36020 Carpané VI

Programma

Svolgimento dell’escursione

La salita ai Piani Eterni è un qualcosa di indimenticabile!
Dal Lago della Stua prenderemo il sentiero che attraverso delle belle rampe e tratti con pendenze anche impegnative ci porterà fino a Casera Brendol.
Saremo non solo nel cuore delle Dolomiti Bellunesi ma in un luogo veramente magico.
I Piani Eterni si apriranno alla nostra vista con tutta la loro magnificenza.
Raggiungeremo anche Malga Erera dove pranzeremo al sacco.
Dopo esserci gustati i panorami di questo magnifico angolo di paradiso rientreremo verso le macchine per la stessa strada della salita.

Materiale obbligatorio

Materiale e/o attrezzatura minima da avere con se per partecipare all’escursione

Per questa escursione ai Piani Eterni servono scarponcini da montagna, vestiario adeguato, berretto o bandana, borraccia e viveri.
Pranzo al sacco.
Per conoscere il tempo previsto potete anche consultare il sito dell’ARPAV.

ACCESSORI CONSIGLIATI:
The, cioccolata ed anche frutta secca, crema solare, occhiali da sole.

Costo

20 € comprensivi di guida

Ragazzi sotto i 18 anni: 10€.

Guide:
– Giulio Nicetto Accompagnatore di Media Montagna – Collegio Guide Alpine Veneto

Prenotazione obbligatoria

Entro le ore 18:00 del giorno prima

La prenotazione è richiesta per gestire al meglio anche la parte di logistica e organizzazione.
Telefono: 3402216433 oppure inviando una mail a info@giulionicetto.it

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Panorama dal Monte Maggio

Panorami dalla cima del Monte Maggio – 04/09/2019

By | Escursioni del mercoledì

La cima del Monte Maggio trasuda storia e panorami.
Una bellissima salita mai troppo impegnativa per gustarsi una bellissima giornata.

Caratteristiche escursione

alcuni parametri relativi all’uscita proposta
Tipo escursione

Escursione

Durata

Giornaliera

Difficoltà

medio/facile

Dislivello

400 m

Ritrovo

ore 9:00 presso l’Osteria Coe (Passo Coe), Folgaria

 

Riferimento Google Maps

Via Caduti Malga Zonta, 7, 38064 Folgaria TN

Programma

Svolgimento dell’escursione

Dopo esserci ritrovati nei pressi dell’Osteria Coe cominceremo da subito ad addentrarci nelle terre dell’Alpe Cimbra.
Passeremo in bellissime radure e attraverseremo boschi di abeti.
La nostra camminata sarà contornata da un ambiente spettacolare in cui la natura ci lascerà a bocca aperta.
La salita sarà sempre graduale e piacevole.
Percorreremo anche un tratto di strada militare risalente alla Grande Guerra.
Saliremo quindi agevolmente sulla vetta del Monte Maggio da dove potremo ammirare panorami a 360°.
La forte panoramicità del Monte Maggio infatti lo ha reso un punto d’osservazione fondamentale per l’impero Austo-Ungarico.
Dalla cima del monte, fino a Cima Valscura e fino al Termine si possono chiaramente apprezzare ancora oggi i resti di postazioni d’artiglieria e di trincee.
Dopo aver pranzato al sacco rientreremo agevolmente sulla strada militare per poi deviare in direzione Base Tuono.
Una base militare missilistica dismessa che è stata recentemente adibita a visite guidate.
Anche se non sempre è aperta potremo comunque apprezzare la struttura esterna ed i missili in rampa di lancio.
Proseguendo sul nostro sentiero rientreremo in breve alle macchine.

Materiale obbligatorio

Materiale e/o attrezzatura minima da avere con se per partecipare all’escursione

Per questa escursione sul Monte Maggio servono scarponcini da montagna, vestiario adeguato, borraccia e viveri.
Pranzo al sacco.
Per conoscere il tempo previsto potete anche consultare il sito dell’ARPAV.

ACCESSORI CONSIGLIATI:
The, cioccolata ed anche frutta secca

Costo

20 € comprensivi di guida

Ragazzi sotto i 18 anni: 10€.

Guide:
– Giulio Nicetto Accompagnatore di Media Montagna – Collegio Guide Alpine Veneto

Prenotazione obbligatoria

Entro le ore 18:00 del giorno prima

La prenotazione è richiesta per gestire al meglio anche la parte di logistica e organizzazione.
Telefono: 3402216433 oppure inviando una mail a info@giulionicetto.it

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Tre Cime di Lavaredo

Weekend alle Tre Cime di Lavaredo – 31 agosto/1 settembre 2019

By | Trekking, Weekend

31 agosto/1 settembre 2019

Un contesto di montagne uniche al mondo.
Pernotteremo al Rifugio Pian di Cengia per un weekend indimenticabile!

Il percorso del trekking alle Tre Cime di Lavaredo:

Giorno 1: Rif. Auronzo - Rif. Pian di Cengia

Arrivati con la macchina al Rifugio Auronzo cominceremo a muoverci sul bellissimo sentiero che compone il percorso principale dell’anello classico.
Transiteremo vicino alla Cappella degli Alpini; se vorremo potremo anche visitare i monumenti che ricordano gli eventi bellici della Grande Guerra.
Procedendo sempre gustandoci la giornata vedremo anche antiche orme di dinosauri: testimonianze di un passato molto lontano dai giorni nostri.
Arriveremo quindi al Rifugio Lavaredo per poi dirigerci verso un laghetto incastonato tra pareti di roccia.
Una salita ci farà quindi giungere fino al Rifugio Pian di Cengia dove pernotteremo.
In caso di cielo terso preparate macchine fotografiche e strabuzzatevi gli occhi…si accenderà una miriade di stelle.

Lunghezza: 6 km
Dislivello complessivo: 500 m.

Giorno 2: Rif. Pian di Cengia - Rif. Locatelli - Rif. Auronzo

Il secondo giorno, dopo aver fatto colazione ci incammineremo da subito in leggera discesa.
Passata una forcella, caleremo più decisi verso il Lago dei Piani: un piccolo laghetto alpino sulle cui sponde si trova un raro endemismo.
Arriveremo quindi al rifugio Locatelli, il più famoso e frequentato di tutte le Dolomiti.
Dopo aver pranzato a sacco ripartiremo per attraversare prima la Lange Alm e poi i Piani de Longeres.
Arriveremo quindi alle macchine dov’è previsto il rientro nel primo pomeriggio.

Lunghezza: 9 km.
Dislivello complessivo 350 m.

Materiale obbligatorio
  • sacco lenzuolo (è possibile acquistarlo al rifugio; uso e getta: 8,00 €, cotone: 20,00 €)
  • scarponi trekking
  • zaino
  • vestiario adeguato
  • borraccia d’acqua
  • cappello o bandana
  • crema solare
Materiale consigliato
  • Occhiali da sole
  • Cerotti Compeed per vesciche
  • Bastoncini da trekking (eventuale possibilità di noleggio a 5€)
  • Ciabatte o infradito
  • Kit pronto soccorso

La difficoltà del trekking alle Tre Cime di Lavaredo (2 giorni e 1 notte) è medio/semplice.
Un bellissimo trekking tra le montagne più belle del mondo.

Il trekking ha un numero massimo di iscritti.

E’ facoltà della guida modificare la percorrenza del trekking in funzione delle condizioni di criticità che si dovessero verificare.
In casi di particolare eccezionalità la guida potrà anche sospendere od annullare il trekking per garantire l’incolumità dei partecipanti.

Ritrovo:

ore 09:30 al parcheggio dello “Chalet Antorno” presso il lago Antorno, Misurina.
(i riferimenti esatti saranno resi noti ai partecipanti)

Logistica:

Partenza: sabato 31 agosto dal Rifugio Auronzo
Rientro: pomeriggio di domenica 1 settembre

Partecipazione:

la partecipazione è subordinata all’iscrizione.
E’ prevista una caparra di 70€.
L’iscrizione si intende effettuata all’atto del versamento della caparra e della compilazione del modulo iscrizione*.
Per info o adesioni resto a vostra disposizione ai seguenti recapiti:

  • cellulare: 3402216433
  • mail: info@giulionicetto.it (nell’oggetto della mail specificare “Trekking Tre Cime di Lavaredo”)

Le persone che si presenteranno alla partenza senza il materiale obbligatorio saranno esclusi per motivi di sicurezza.
Nessun rimborso quindi sarà dovuto.

(*) Il link al modulo iscrizione sarà inviato esclusivamente alle persone che manifesteranno la volontà di partecipare.

Costo:

Il costo del trekking è di 140€.

La quota comprende: servizio guida per 2 giorni, pernotto al Rifugio Pian di Cengia in camerata, cena e colazione.
La quota non comprende: tutto ciò che non è espressamente descritto in “la quota comprende”. Prevedere i costi per le bevande (10/15€) e per il parcheggio presso il rifugio Auronzo (max 10€).

Le guide:

Nel trekking alle Tre Cime di Lavaredo sarete guidati da un Accompagnatore di Media Montagna del Collegio Guide Alpine Veneto.
Ecco la vostra guida:

Giulio Nicetto

Accompagnatore di Media Montagna

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Salire la strada delle 52 Gallerie è un esperienza unica!
Per chi vorrà saliremo di lunedì così da goderci appieno il percorso.

Caratteristiche escursione

alcuni parametri relativi all’uscita proposta
Tipo escursione

Escursione

Durata

Giornaliera

Difficoltà

impegnativo

Dislivello

800 m

Ritrovo

ore 8:30 nel parcheggio di Bocchetta Campiglia

 

Riferimento Google Maps

Parcheggio “Bocchetta di Campiglia”, Località Bocchetta Campiglia, Posina, VI

Programma

Svolgimento dell’escursione

Parcheggeremo la macchina sul piazzale superiore di Bocchetta Campiglia.
Inizieremo poi a camminare sulla strada delle 52 Gallerie attraversando il portale monumentale e quindi la Bella Laita.
Proseguiremo sul sentiero che sale a mezza costa tra gallerie, cenge scavate nella roccia e paesaggi incredibili.
Arriveremo poi al rifugio Papa dove sosteremo per il pranzo al sacco.
Rientreremo quindi verso le macchine lungo la Strada degli Scarubbi.
Al termine dell’escursione possibilità di fermarsi a Baita Campiglia per un momento conviviale.

Materiale obbligatorio

Materiale e/o attrezzatura minima da avere con se per partecipare all’escursione

Per questa escursione sulla Strada delle 52 Gallerie servono scarponcini da montagna, pila frontale, vestiario adeguato, borraccia e viveri.
Pranzo al sacco.
Per conoscere il tempo previsto potete anche consultare il sito dell’ARPAV.

ACCESSORI CONSIGLIATI:
The, cioccolata ed anche frutta secca

Costo

15 € comprensivi di guida

Ragazzi sotto i 18 anni: 10€.

Guide:
– Giulio Nicetto Accompagnatore di Media Montagna – Collegio Guide Alpine Veneto

Prenotazione obbligatoria

Entro le ore 18:00 del giorno prima

La prenotazione è richiesta per gestire al meglio anche la parte di logistica e organizzazione.
Telefono: 3402216433 oppure inviando una mail a info@giulionicetto.it

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Cartina topografica: questa sconosciuta…

Non siete pratici di montagna e volete cominciare a muovervi in autonomia sui sentieri?
Questo allora è l’articolo che fa per voi…in poche parole cercherò di spiegarvi l’importanza di questi supporti cartografici e come utilizzarli al meglio.
Iniziamo col dire cos’è una cartina topografica…
Riprendiamo per semplicità la definizione dalla più famosa enciclopedia on-line Wikipedia:
La carta topografica è una rappresentazione bidimensionale di un territorio. Le carte topografiche sono disegnate impostando una scala che indica il rapporto fra le dimensioni sulla carta e le reali dimensioni del territorio rappresentato. … . La carta topografica rappresenta le principali caratteristiche formali di un territorio, da una parte di origine naturale, dall’altra costruite dal fare umano nel tempo. (strade, edifici, canali, insediamenti, vegetazione agricola).”
Riassumendo al massimo quindi, per gli aspetti che ci interessano, potremo dire che una cartina topografica è uno strumento che ci permette di capire dove ci troviamo e dove e come possiamo muoverci.
Ogni cartina topografica è caratterizzata da una scala che identifica il rapporto tra dimensioni sulla carta e dimensioni reali.
Io vi consiglio di utilizzare cartine con scala 1:25000 (ovvero 1 centimetro sulla carta equivale a 250 metri nella realtà); ciò vi permetterà di avere a disposizione un sacco di dettagli.

La simbologia

Le cartine topografiche contengono veramente moltissimi simboli, alcuni dei quali molto intuitivi.
Vi consiglio comunque un attenta lettura della legenda per evitare di prendere “fischi per fiaschi“!
Anche se per una corretta lettura della carta bisognerebbe conoscere tutte le convenzioni grafiche in questo breve paragrafo vi descriverò quelle che secondo me sono le essenziali per cominciare a capire cos’abbiamo davanti agli occhi.
Fate attenzione perché le varie simbologie, per forza di cose, sono strettamente correlate.
Ciò che dobbiamo assolutamente saper leggere sono:

  • le curve di livello (o isoipse): sono linee che identificano punti che stanno alla stessa altezza; sulle cartine con la scala che vi ho riportato sopra ci sono 5 linee ogni 100 metri di dislivello: la quota che corrisponde al centinaio avrà una linea più marcata mentre le rispettive quote 25, 50 e 75 metri hanno un tratto più fine; la quota riferita al centinaio superiore, 200 metri in questo caso, sarà nuovamente marcata.
    Un altra informazione importantissima riguardante le isoipse è la loro distanza: più sono vicine tra loro e più il pendio è ripido; più sono distanti e più è dolce.
  • i sentieri: i percorsi fruibili dagli escursionisti senza aver bisogno di materiale alpinistico (corda, imbrago, piccozza o ramponi), sono simboleggiati da linee rosse continue o tratteggiate e sono sempre associate ad un numero. Nella realtà troverete un simbolo bianco-rosso (come fosse una piccola bandiera) lungo il sentiero (il numero non è sempre indicato).
    Qualsiasi altro segno troviate (striscia gialla o blu con rispettivi numeri, strisce o croci in rosso ed altro sono simboli che servono per il governo del bosco…non sono sentieri!).
    Quando poi sulla cartina in corrispondenza di un sentiero (vi ricordo segno rosso tratteggiato o continuo) trovate anche delle croci in rosso fate attenzione: è la simbologia associata alle ferrate! Percorsi da svolgersi esclusivamente con adeguata attrezzatura alpinistica in quanto spesso con forti esposizioni.
  • il tipo di terreno: sulla cartina troverete una diversa simbologia associata a prati, boschi, fiumi e zone rocciose o pareti; solitamente il colore aiuta già di per se a capire cosa troveremo sul nostro tragitto ma per semplicità vi riporto qui in calce un’immagine esplicativa.
cartina topografica sentiero

La prima cosa da fare per orientarsi

Conoscere o meno la simbologia riportata sulle cartine topografiche è importantissimo.
Un altro passo fondamentale sarà poi quello di orientare la cartina verso nord.
Questo è un passaggio che, se non eseguito, potrebbe portarvi inevitabilmente a sbagliare.
Senza questa prima collimazione infatti non saprete in che direzioni saranno i vostri riferimenti/obiettivi.
Per svolgere al meglio questa breve ma essenziale procedura bisogna avere con se una bussola; posizionata sopra la carta si allinea il nord che indica la bussola con il bordo della cartina (attenzione a non allinearla con il reticolo blu: si tratta di linee legate a proiezioni di latitudine e longitudine).
Nel fare questa operazione fate attenzione a non avere oggetti metallici sotto la cartina (chiodi, il supporto di una panchina) e di non essere nei pressi di campi magnetici (linee elettriche aeree, ecc.): ciò falserebbe l’indicazione del nord dato dalla bussola inducendo un errore più o meno ampio.

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Caratteristiche escursione

alcuni parametri relativi all’uscita proposta
Tipo escursione

Escursione

Durata

giornaliera

Difficoltà

medio

Dislivello

500 m

Ritrovo

ore 9:00 all’Albergo Al Passo a Pian delle Fugazze

 

Riferimento Google Maps

Località Martini, 37, 38060 Passo Pian delle Fugazze TN

Programma

Svolgimento dell’escursione

Indossati gli scarponi partiremo subito in direzione catena del Sengio Alto.
Ci avvicineremo alle pareti di questo importantissimo spartiacque che ha visto nascere un’intera generazione di importanti alpinisti.
L’alpeggio di Campogrosso poi sarà solo il preludio all’arrivo presso l’omonimo rifugio dove chi vorrà potrà pranzare o prendere un buonissimo panino.
Ripartiremo quindi passando sotto le più imponenti pareti del Baffelan, degli Apostoli e delle altre cime che contraddistinguono questa piccola catena montuosa, spartiacque tra la provincia di Vicenza e quella trentina.
Condizioni permettendo attraverseremo il famoso ponte tibetano; un piccolo “brivido” alto 30 metri prima di tornare al parcheggio e quindi alle macchine.

Materiale obbligatorio

Materiale e/o attrezzatura minima da avere con se per partecipare all’escursione

Per questa escursione sull’anello di Campogrosso servono scarponcini da montagna, vestiario adeguato, berretto e guanti.
Per conoscere il tempo previsto potete anche consultare il sito dell’ARPAV.

ACCESSORI CONSIGLIATI:
The caldo, cioccolata ed anche frutta secca

Costo

15 € comprensivi di guida

Ragazzi sotto i 18 anni: 10 €

Guide: Giulio Nicetto Accompagnatore di Media Montagna

Prenotazione obbligatoria

Entro le ore 18:00 del giorno prima

La prenotazione è richiesta per gestire al meglio anche la parte di logistica e organizzazione.
Telefono: 3402216433 oppure inviando una mail a info@giulionicetto.it

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La Granatiera del Monte Cengio

Grande Guerra sulla Granatiera del Monte Cengio

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Grande Guerra sulla Granatiera del Monte Cengio

escursioni nei luoghi della storia

Periodo consigliato:
  • primavera
  • autunno
Tempo:
modulabile
Difficoltà:
A chi è rivolta:
  • scuole elementari
  • scuole medie
  • scuole superiori
  • gruppi

La Granatiera del Monte Cengio: l’estremo sacrificio dei Granatieri di Sardegna

Una gita scolastica sulla Granatiera del  Monte Cengio è una di quelle giornate che i ragazzi non si dimenticano più.
Il percorso molto dinamico e coinvolgente fa toccare subito con mano ai ragazzi le difficoltà a cui erano chiamati i soldati.
La Prima Guerra Mondiale ha visto in questi luoghi i suoi scontri più aspri nei giorni di giugno del 1916; durante la Strafexpedition infatti queste zone subirono un terribile attacco da parte dei soldati austro-ungarici.
Gli italiani non poterono che resistere aggrappati alle rocce e in taluni casi avvinghiando i nemici in un abbraccio concluso poi con un salto nel vuoto.
Caratteristico il Salto dei Granatieri: un piccolo pulpito molto famoso per i cruenti scontri che qui si verificarono.
La particolare posizione del percorso permette, nelle giornate terse, di godere di bellissimi panorami.
Il vicino rifugio offre, se avvertito per tempo, la possibilità di pranzare e di poter usufruire di un area coperta.

Trincea in Novegno

Monte Novegno: estemo baluardo durante la Strafexpedition

By | Gite scolastiche storia

Monte Novegno: estremo baluardo durante la strafexpedition

escursioni nei luoghi della storia

Periodo consigliato:
  • primavera
  • autunno
Tempo:
modulabile
Difficoltà:
A chi è rivolta:
  • scuole elementari
  • scuole medie
  • scuole superiori
  • gruppi

La conca centrale del Novegno e le sue morbide cime parlano ovunque di Grande Guerra

Il Monte Novegno è una delle cime più prossime alla pianura vicentina; proprio per questo, durante la Prima Guerra Mondiale, ebbe un ruolo fondamentale in quanto ambitissimo dall’esercito imperiale.
La zona sommitale si snoda attorno ad un ampia conca carsica: Busa Novegno. A corona dei morbidi prati centrali ci sono facili e rotondeggianti cime.
Tutto il territorio è caratterizzato da trincee, bunker, postazioni d’artiglieria…un insieme di testimonianze che offrono una vera e propria camminata tra la storia della Grande Guerra.
Nel maggio del 1916 infatti, si ebbero in questi luoghi epiche e terribili battaglie.
La Strafexpedition infatti, qui battè molto forte.
Vista l’ottima diposizione dei sentieri sono possibili gite di mezza giornata come anche di una giornata intera.
Per la pausa pranzo potrà essere richiesta la disponibilità al Forte Rivon: un antico forte italiano dedicato all’osservazione nemica che oggi è estato perfettamente recuperato ed offre una pasta calda od un minestrone.

Trincea Campogrosso - Giulio Nicetto

Sentiero storico di Campogrosso

By | Gite scolastiche storia

Il sentiero storico di Campogrosso

escursioni nei luoghi della storia

Periodo consigliato:
  • primavera
  • estate
  • autunno
Tempo:
modulabile
Difficoltà:
facile
A chi è rivolta:
  • scuole elementari
  • scuole medie
  • scuole superiori
  • gruppi

Un percorso facile ricco di testimonianze della 1° Guerra Mondiale

Il sentiero storico di Campogrosso è un itinerario molto facile che si snoda attorno al Passo di Campogrosso.
A pochi passi dall’omonimo rifugio si trovano trincee e manufatti che parlano di 100 anni fa.
Questo passo fu infatti una delle vie di sbocco identificate dall’impero Austro-Ungarico per invadere l’Italia e scendere nella pianura vicentina.
Il gen. Conrad, già negli anni precedenti alla Grande Guerra, si recò presso questo passo identificandolo come “la via d’accesso più facile per scendere in Italia“.
Il percorso è modulabile e può essere allungato od accorciato in funzione dell’offerta didattica che si vuole proporre.
La presenza nelle vicinanze del Rifugio Campogrosso offre, se contattato preventivamente anche servizio di pranzo, merenda o panini anche in settimana.

Monte Cimone d'Arsiero

Monte Cimone d’Arsiero: guerra di mine

By | Gite scolastiche storia
https://www.youtube.com/watch?v=4oju6JqlzhA&t=4s

Monte Cimone d’Arsiero: guerra di mine

escursioni nei luoghi della storia

Periodo consigliato:
tutto l’anno
Tempo:
3h di visita guidata
Difficoltà:
facile
A chi è rivolta:
  • scuole elementari
  • scuole medie
  • scuole superiori
  • gruppi

Epici eventi, tragiche battaglie, immani esplosioni della Grande Guerra

Il Monte Cimone d’Arsiero è una delle montagne simbolo della guerra di mine.
Estremo lembo meridionale dell’Altopiano di Tonezza questa cima è stata arduamente contesa da italiani e austroungarici.
Gli eventi legati alla Strafexpedizion ed ai successivi scontri hanno lasciato su questo territorio segni indelebili.
Trincee, osservatori, gallerie…una serie di opere in parte recuperate che parlano di uomini e delle loro storie.
Arrivati facilmente nei pressi della cima attuale del Monte Cimone è ancora visibile anche il cratere di mina.
Un affossamento di circa 50 metri di diametro provocato da una poderosa mina austroungarica il 23 settembre del 1916.
Oltre mille soldati italiani morirono e l’esplosione fu così violenta da cambiare per sempre la forma della cima di questa montagna.