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Storia Archivi - Giulio Nicetto

Tramonto da Forte Rivon

Escursione sul Priaforà e cena al tramonto a Forte Rivon – 25/05/2019

By | Escursioni

Escursione con tramonto sul Novegno: tra trincee e resti di guerra.
Cena a Forte Rivon: vecchio forte d’osservazione durante la 1° Guerra Mondiale.

Caratteristiche escursione

alcuni parametri relativi all’uscita proposta
Tipo escursione

Escursione

Durata

serale

Difficoltà

medio

Dislivello

450 m

Ritrovo

ore 14:45 al parcheggio della chiesa Parrocchiale di Timonchio

 

Riferimento Google Maps

Via Roma, 31, 36014 Santorso VI

Programma

Svolgimento dell’escursione

Arrivati sul parcheggio alto indosseremo gli scarponi e ci incammineremo in direzione della croce del Noveno da dove potremo subito ammirare la pianura sottostante.
Ripartiremo poi verso il complesso di Cima Priaforà: unica altura del massiccio conquistata dalle truppe austroungariche.
Dopo aver visitato la cima e la cannoniera torneremo verso Busa novegno.
I colori cominceranno a riscaldarsi per accompagnare il sole fino al tramonto.
Saliremo quindi verso Forte Rivon: qui mangeremo qualcosa di caldo; una cena semplice ma emozionante.
La pianura sotto di noi comincerà ad accendersi fino a rendere distinguibili solo le tenue luci di strade e case.
Rientreremo quindi verso le macchine per una comoda strada sterrata.

Materiale obbligatorio

Materiale e/o attrezzatura minima da avere con se per partecipare all’escursione

Per questa escursione al Novegno servono scarponcini da montagna, vestiario adeguato (pantaloni lunghi), pila frontale, borraccia e viveri.
Per conoscere il tempo previsto potete anche consultare il sito dell’ARPAV.

ACCESSORI CONSIGLIATI:
The, cioccolata ed anche frutta secca

Costo

15 € comprensivi di guida

Cena* al forte: ognuno regola direttamente con il gestore.
(*) cena con piatti casalinghi e semplici.

Ragazzi sotto i 18 anni: 10 €; gratis gli under 14.

Guide: Giulio Nicetto Accompagnatore di Media Montagna – Collegio Guide Alpine Veneto

Prenotazione obbligatoria

Entro le ore 18:00 del giorno prima

La prenotazione è richiesta per gestire al meglio anche la parte di logistica e organizzazione.
Fino ad esaurimento posti.
Telefono: 3402216433 oppure inviando una mail a info@giulionicetto.it

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“La Granatiera” del Monte Cengio

By | Blog
ESCURSIONI NELLA STORIA

I luoghi ci parlano, bisogna però saperli ascoltare!

Ogni monte, cima o crinale ha una propria storia ricca di avvenimenti da scoprire.
Non conoscerla vuol dire non apprezzarne il vero valore.

L’escursione

Il Monte Cengio è un massiccio montuoso alto 1354m che si erge sul margine sud occidentale dell’Altopiano dei Sette Comuni.
Ci si arriva agevolmente dall’autostrada Valdastico che conduce fino a Piovene Rocchette; da li seguendo per Asiago, si sale sul “famoso” Costo.
Prima di sbucare a Tresche Conca una deviazione ci fa salire agevolmente fino al parcheggio in cui si può lasciare la macchina per cominciare il sentiero denominato “La Granatiera”.
E’ un percorso storico della lunghezza di circa 6 chilometri e con un dislivello molto contenuto (circa 150 metri).
Da qui la vista spazia su tutta la pianura vicentina e sui massicci montuosi limitrofi come Summano, Novegno, Pasubio ed Altopiano di Folgaria.
La percorrenza è di circa 2 ore.
In più punti il sentiero è molto esposto anche se la larghezza dello stesso lo rende percorribile anche a chi soffre di vertigini.

Perché visitare il Monte Cengio?

Il Monte Cengio ha una importantissima valenza storica, naturalistica e paesaggistica.
Storica perché durante la Grande Guerra fu teatro di cruenti ed epici scontri tra l’esercito Austroungarico e quello Italiano; lungo il percorso infatti si vedono ancora ben conservati numerosi manufatti (camminamenti, gallerie, trincee) risalenti al conflitto. L’intero percorso si snoda su quello che una volta era un effimero camminamento (sentiero di arroccamento) militare, ampliato e reso più agevole nel 1917-1918 dalla 93° Compagnia Minatori.
Naturalistico in quanto in tutte le stagioni possiamo ammirare molte specie di fiori molto particolari. Sia per i luoghi dove riescono a nascere e sopravvivere, sia per le forme ed i colori che essi assumono!
Inutile poi sottolineare che l’orientamento dell’itinerario è tale da permettere una perfetta visuale su tutte le cime circostanti e sulla pianura veneta.
Nelle giornate più terse si arriva a vedere anche il Mar Adriatico.

Qual’è il periodo migliore per visitarlo?

Per le caratteristiche del percorso l’unico periodo dell’anno da evitare tassativamente è l’inverno.
Neve o fondo ghiacciato rendono impossibile e molto pericoloso sia l’arrivo delle macchine al parcheggio, sia il transito a piedi lungo “La Granatiera”.
D’estate il problema maggiore è dato dal sole: nelle giornate con assenza di nuvole è bene munirsi di crema solare e acqua. La vegetazione presente lungo il sentiero è di tipo arbustivo e gli unici ripari dal sole sono dati dalle gallerie e da qualche anfratto roccioso.
Primavera e autunno invece sono le stagioni ideali. Colori e profumi non si sprecano!
Circa a metà del percorso si trova il rifugio “Al Granatiere”: ottimo punto d’appoggio per mangiare qualcosa ma anche, in caso di brutto tempo, come riparo.

Siete curiosi di vedere le mie proposte? .....cliccate qui