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Storia Archivi - Giulio Nicetto

Salto dei Granatieri

“La Granatiera” del Monte Cengio

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ESCURSIONI NELLA STORIA

I luoghi ci parlano, bisogna però saperli ascoltare!

Ogni monte, cima o crinale ha una propria storia ricca di avvenimenti da scoprire.
Non conoscerla vuol dire non apprezzarne il vero valore.

L’escursione

Il Monte Cengio è un massiccio montuoso alto 1354m che si erge sul margine sud occidentale dell’Altopiano dei Sette Comuni.
Ci si arriva agevolmente dall’autostrada Valdastico che conduce fino a Piovene Rocchette; da li seguendo per Asiago, si sale sul “famoso” Costo.
Prima di sbucare a Tresche Conca una deviazione ci fa salire agevolmente fino al parcheggio in cui si può lasciare la macchina per cominciare il sentiero denominato “La Granatiera”.
E’ un percorso storico della lunghezza di circa 6 chilometri e con un dislivello molto contenuto (circa 150 metri).
Da qui la vista spazia su tutta la pianura vicentina e sui massicci montuosi limitrofi come Summano, Novegno, Pasubio ed Altopiano di Folgaria.
La percorrenza è di circa 2 ore.
In più punti il sentiero è molto esposto anche se la larghezza dello stesso lo rende percorribile anche a chi soffre di vertigini.

Perché visitare il Monte Cengio?

Il Monte Cengio ha una importantissima valenza storica, naturalistica e paesaggistica.
Storica perché durante la Grande Guerra fu teatro di cruenti ed epici scontri tra l’esercito Austroungarico e quello Italiano; lungo il percorso infatti si vedono ancora ben conservati numerosi manufatti (camminamenti, gallerie, trincee) risalenti al conflitto. L’intero percorso si snoda su quello che una volta era un effimero camminamento (sentiero di arroccamento) militare, ampliato e reso più agevole nel 1917-1918 dalla 93° Compagnia Minatori.
Naturalistico in quanto in tutte le stagioni possiamo ammirare molte specie di fiori molto particolari. Sia per i luoghi dove riescono a nascere e sopravvivere, sia per le forme ed i colori che essi assumono!
Inutile poi sottolineare che l’orientamento dell’itinerario è tale da permettere una perfetta visuale su tutte le cime circostanti e sulla pianura veneta.
Nelle giornate più terse si arriva a vedere anche il Mar Adriatico.

Qual’è il periodo migliore per visitarlo?

Per le caratteristiche del percorso l’unico periodo dell’anno da evitare tassativamente è l’inverno.
Neve o fondo ghiacciato rendono impossibile e molto pericoloso sia l’arrivo delle macchine al parcheggio, sia il transito a piedi lungo “La Granatiera”.
D’estate il problema maggiore è dato dal sole: nelle giornate con assenza di nuvole è bene munirsi di crema solare e acqua. La vegetazione presente lungo il sentiero è di tipo arbustivo e gli unici ripari dal sole sono dati dalle gallerie e da qualche anfratto roccioso.
Primavera e autunno invece sono le stagioni ideali. Colori e profumi non si sprecano!
Circa a metà del percorso si trova il rifugio “Al Granatiere”: ottimo punto d’appoggio per mangiare qualcosa ma anche, in caso di brutto tempo, come riparo.

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