escursione in montagna - giro delle Tre Cime di Lavaredo

Imparare dai correnti accadimenti per una montagna migliore

Introduzione

Coronavirus COVID-19: una brutta bestia che oramai abbiamo imparato tutti a conoscere, chi grazie ai mezzi d’informazione, chi purtroppo anche a proprie spese.
Da un momento all’altro è cambiato tutto: il modo di relazionarsi, di svolgere la normale quotidianità, il modo di vedere al futuro.
Se da un lato questi tristi accadimenti sono delle immani tragedie, dall’altro ci permettono di osservare ogni cosa da una prospettiva diversa.
Ecco allora che il “porsi all’esterno” può fornirci delle preziose indicazioni su come abbiamo vissuto fin’ora e come invece dovremo fare di qui in avanti.
Si, esatto: dovremo modificare i nostri stili di vita perché il mondo è cambiato ed indietro non si torna.

L’essere umano si è sempre identificato come specie dominante di questo pianeta Terra quasi dimenticandosi di essere esso stesso parte della natura: niente di meno di un animale infatti. Non dico questo in termini dispregiativi ma solo per cominciare ad entrare in quella “prospettiva” che citavo poc’anzi.
Qui di seguito trovate alcune mie riflessioni: condivisibili o meno ma ormai chi mi conosce lo sa…sono un inguaribile amante della natura.

Uno sguardo al mondo animale

Per quanto riguarda gli animali ci sarebbero molti aspetti interessanti da trattare ma mi limiterò ad un paio di riflessioni.

La prima è legata alla TRANQULLITA‘: quanti di noi in questi giorni hanno guardato fuori dalle finestre o dai terrazzi restando magari colpiti dal silenzio e dalla tranquillità che regnano?
E se riusciamo a percepire questa cosa pensate che gli animali, a loro volta, non se ne siano accorti che qualcosa è cambiato?…beh, non serve che vi risponda: l’evidenza è sotto gli occhi di tutti!
Delfini che tornano nei nostri mari e vicino alle coste, caprioli nei prati o nei parchi delle città, anatre che attraversano aree metropolitane…

Questi pochi esempi dovrebbero indurci a riflettere su quanto sia in realtà importante e talvolta pesante l’impatto dell’uomo sulla natura: che dite?
Gli animali sono passati dallo scappare dall’uomo a colonizzare le aree lasciate libere da esso.
Ma allora: prima di questo Coronavirus abbiamo forse sbagliato qualcosa nei loro confronti?
Si e no: il “si” riguarda tutti i comportamenti sbagliati dell’uomo; il “no” riguarda la normale attitudine di alcune specie ad essere diffidenti.

Seconda considerazione: la LIBERTA‘.
E’ poco più di un mese che siamo costretti dentro le 4 mura domestiche e già stiamo impazzendo.
Ci manca la libertà di andare a prendere un gelato con gli amici, ci mancano le camminate, ci manca il poter decidere di fare ciò che più ci piace.

Pensiamo allora a quegli animali costretti in gabbia, alla catena; pensiamo a quegli animali che per nostra smania teniamo rinchiusi dietro a delle sbarre in virtù di cosa?…qualche foto?
Pensate sia giusto continuare a perpetrare queste economie legate allo sfruttamento degli animali?
Forse in questo momento possiamo capire maggiormente queste dinamiche visto è più facile l’immedesimarsi!
Se qualcuno poi dicesse “beh, tanto sono animali”, rispondo: “come fate a dire che gli animali siano privi di sentimenti o che non siano intelligenti?”.

Facciamo attenzione: il più delle volte è l’uomo che non è abbastanza umile per capire…

camosci in montagna

E l’ambiente?

Se il regno degli animali è più facile cogliere le ripercussioni indotte da questo Coronavirus nel regno delle piante e quindi in natura gli adattamenti ed i meccanismi che stanno alla base della vita sono decisamente più lenti e quindi più difficili da cogliere nell’immediato.

Alcune delle ripercussioni di oggi potremo vederle forse un domani: chissà magari in quegli anelli del legno che oggi riescono a dirci anche com’era il clima nel passato…magari qualcosa un domani si noterà.
E’ comunque indiscusso che questo blocco totale ( o lockdown come va di moda chiamarlo ora) abbia contribuito nel diminuire drasticamente i livelli di inquinamento: dell’aria ma non solo.
Tutti i grafici delle varie agenzie per la prevenzione e protezione ambientale riguardanti i fattori inquinanti denotano un sensibile calo su tutto il territorio italiano.
Un trend che visto i dati delle ultime annate era sicuramente auspicato.

Nel dopo emergenza Coronavirus immagino ci sarà la voglia per tutti di tornare in montagna: chi a camminare, chi per cambiare un po “aria”.
Nella ripartenza però cerchiamo di essere ancora più accorti di prima: evitiamo di lasciare in giro cartacce, evitiamo di sporcare.
Riportiamoci a casa tutto quello che abbiamo portato con noi.

Un nuovo stile di vita

Eh si, almeno per il momento dovremo anche abituarci a mettere in pratica nuove abitudini volte all’evitare possibili ulteriori contagi.
Anche nel mondo della montagna bisognerà adottare queste “nuove” buone pratiche.

Bisogna però anche dire che la vita all’aria aperta, la vita di montagna, è da sempre sinonimo di benessere e salute: continuerà ad essere così ma dovremo sforzarci di adottare qualche precauzione.
Il governo su questo dovrebbe dare qualche indicazione pratica nei prossimi giorni: lo speriamo vivamente anche per comprendere cosa sarà della montagna nell’imminente stagione estiva.

L’uomo in passato si è ben adattato ai vari stimoli che gli venivano offerti dalla natura.
Forse in questo caso, visto anche l’alto grado di progresso e benessere fin’ora raggiunto, l’adattamento sarà un po più difficile ma: ce la faremo.
Speriamo poi di poter tornare ad eliminare questo antipatico “distanziamento sociale” per poter tornare a goderci la montagna anche negli aspetti più conviviali: una bella escursione, una serata in rifugio, una birra in compagnia…

escursione sulla piana di Marcesina

Il futuro

Ancor oggi quando pensiamo alla natura od alla montagna tendiamo a farlo pensando però che in questi ambienti valgano le stesse regole delle città.
Attenzione: niente di più sbagliato!
La città è città, la montagna è la montagna…dobbiamo essere umili nel capire che anch’essa ha delle “regole” che esulano dalla nostra volontà e dai canoni che vigono nelle metropoli.

L'”uomo” se veramente si ritiene “specie dominante” dovrebbe mettere in atto una serie di comportamenti per valorizzare e tutelare il macro-sistema natura.
Cosa vuol dire?…significa cercare di comprendere il più completamente possibile le dinamiche naturali di questi ambienti; significa non basarsi sul bello o sul brutto, sulla convenienza o meno ma prendere invece decisioni su quello che è GIUSTO o meno.
Alcune di queste scelte saranno sicuramente difficili, antieconomiche magari, ma ritengo siano le sole decisioni che ci permettano di far evolvere il sistema Terra e la specie “uomo” secondo un modello di sviluppo ecosostenibile, per noi ed i nostri figli.

Come dicevo all’inizio questo Coronavirus ci sta offrendo un diverso punto di vista, e forse, limitandosi a questa analisi legata a montagna e natura, un opportunità.
Se non cogliamo al balzo questa occasione, se non ripartiamo con una nuova coscienza collettiva e con nuovi obiettivi, non so se i nostri figli riusciranno a godere di questa magnifica montagna come abbiamo potuto fare noi fino ad ora.

Per qualsiasi domanda o chiarimento su questo od altri articoli contattami qui sul sito od in privato.

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