Privacy Policy Tempesta Vaia: tra problemi ed opportunità

Tempesta Vaia: tra problemi ed opportunità

By 30/10/2019Blog, Consigli utili
PER NON DIMENTICARE

Vaia: dai danni alla ripresa

Per capire cos’è successo e cosa accadrà

La devastazione lascaiata dalla Tempesta Vaia

Capire cos’è successo…

Parlando del fenomeno fine a se stesso la Tempesta Vaia è stato un evento perturbativo che si è verificato nel nord-est italiano a fine ottobre del 2018.
Questo particolare fenomeno che ha portato sulla penisola italiana un saccatura di origine atlantica ha provocato nelle regioni interessate piogge persistenti già a partire dal 26 ottobre.
In soli 3 giorni, la stazione di rilevamento di Forni di Sotto (Longarone) ha registrato ben 870 mm di pioggia. Un vero record se si pensa che l’ARPAV stima la precipitazione annua in Veneto in circa 1104mm.
Oltre a queste piogge che in molti paesi veneti, trentini, lombardi e friulani hanno provocato dissesti idro-geologici si è innescato un secondo fenomeno altrettanto importante ed intenso; un vento caldo proveniente da sud-est (scirocco) ha soffiato per diverse ore con velocità che ha raggiunto punte di 200km/h.
Ciò ha determinato lo schianto di molti alberi al suolo: intere vallate distrutte, spianate, come se un rullo compressore avesse abbattuto ogni cosa.

I danni provocati da Vaia

L’evento in se, come detto in precedenza, ha creato danni sia dal punto di vista del dissesto idro-geologico, sia per quanto attiene alla natura.
Per meglio analizzare il “dopo” bisogna però differenziare gli effetti: alcuni immediatamente identificabili, altri meno.
I Serrai di Sottoguda con l’azione di distruttiva dell’acqua o le distese di alberi abbattuti in Val di Fiemme o in Altopiano di Asiago sono solo la parte emersa di uno sconvolgimento che è avvenuto, forse in maniera maggiore, anche ad un livello di più difficile analisi e comprensione.
La parte “sommersa”, l’ambito difficilmente analizzabile con completezza è rappresentato proprio dalle interazioni tra le forme di vita che compongono la natura stessa: regno animale e vegetale infatti sono strettamente correlati; l’articolazione di entrambi è talmente complessa da rendere impossibile una trattazione completa in questa sede.
La cosa importante che però è importante sottolineare è la vastità delle interazioni che sono state modificate.
Vaia, volenti o nolenti, ha segnato uno spartiacque tra ciò che esisteva prima e ciò che esiste oggi.
Il nostro compito ora?…cercare di mantenere un corretto equilibrio “calzato” su misura su ogni territorio coinvolto.

Marcesina dopo la tempesta Vaia

Gli effetti di Vaia sulla flora

I dati ufficiali parlano di circa 8,7 milioni di metri cubi di legname abbattuti su una superficie di circa 40000 ettari.
Un quantità incredibile se si pensa anche alla rapidità del fenomeno.
La specie arborea maggiormente interessata da Vaia è stata l’abete rosso: essenza sempreverde dalle radici superficiali.
Ad oggi le imprese boschive, italiane ed estere stanno lavorando assiduamente per esboscare maggior legname possibile anche se non tutti i territori interessati dalla tempesta sono facilmente raggiungibili.
Se da un lato nei prossimi anni si configura una vera e propria sfida nel mantenere sotto controllo alcuni fenomeni legati ad attacchi di insetti come il Bostrico (Ips typographus: insetti che con l’aumento del legname “morto” vanno in sovrapopolazione ed attaccano anche le piante sane) dall’altro ci sarà l’opportunità per attuare rimboschimenti e/o nuove gestioni delle aree boschive.
Le zone che hanno visto “aperture” evolveranno con un diverso sviluppo del sottobosco: cosa che sta già avvenendo nel concreto e che fa ben sperare nella ripresa di quell’equilibrio che la natura, in tempi più o meno celeri, raggiunge sempre.

E la fauna?

Certo è che ci sono aspetti interessanti da considerare anche in merito gli animali i cui areali insistono nei territori interessati dal passaggio della tempesta Vaia.
Il tema impone massima cautela (la variabilità sul territorio è molto alta) ma se da una lato non si sono riscontrare morie particolari è altrettanto vero che dall’altro i vari habitat si sono notevolmente modificati.
Partiamo dal concetto che ogni animale vive dove le condizioni glielo permettono: caprioli, volpi, cervi, rapaci, salamandre (ne nomino solo alcuni)…ogni singola specie “usa” una nicchia ecologica ben precisa.
Le aperture verificatesi dopo Vaia, guardando al bicchiere mezzo pieno, potrebbero quindi portare ad un rinnovamento forestale; per esempio, potremmo tra qualche anno registrare un incremento dei tetraonidi come il gallo cedrone o il gallo forcello ma non solo; anche i più famosi ungulati come capriolo e cervo potrebbero essere avvantaggiati.
Il condizionale però è d’obbligo!
Ciò che è certo è che la natura cerca sempre di tornare in equilibrio motivo per cui il rispetto per essa e per i suoi tempi è d’obbligo.

Camion che raccoglie tronchi di alberi

Qualche curiosità

Prendendo la quantità di legname che si ritiene sia stato schiantato dalla tempesta Vaia ed assumendo che:

  • la resa dello stesso, come legname da opera, sia del 60%
  • si vogliano ricavare tavole da 2,5 cm di spessore

potremo ricoprire metà della superficie della laguna di Venezia.

Per quanto invece riguarda il nome dato all’evento, lo stesso è stato attribuito dal fratello di Vaia Jakobs.
In Europa esiste un servizio a pagamento per cui si possono assegnare i nomi ai vari eventi meteorologici.

natura ferita

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