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Pale di San Martino Archivi - Giulio Nicetto

Rifugio Capanna Cervino

Rifugio Capanna Cervino

By | Rifugi

Rifugio Capanna Cervino: un luogo incantevole per scoprire il ramo settentrionale delle Pale di San Martino e la Val Venegia.

Caratteristiche della struttura

alcuni parametri relativi al rifugio
Gruppo montuoso

Pale di San Martino

Altezza

2084 m

Pernotto

20 posti letto in bellissime camere

Copertura cell

totale

Permanenza

L’esperienza in rifugio

Il Rifugio Capanna Cervino è una bellissima struttura incastonata tra le montagne più belle delle Pale di San Martino.
Comodissima a Passo Rolle, costituisce un punto d’appoggio naturale a chi vuole fare il giro della Val Venegia o, con una due giorni, visitare anche i laghetti di Colbricon.
A due passi anche da Baita Segantini e da Malga Juribello…cosa volete di più???
La struttura è molto accogliente ed i proprietari gentili e disponibili.
Tutto l’ambiente è molto particolare: il legno la fa da padrone tanto che sembra ancora un rifugio d’altri tempi.
Se programmate delle escursioni in Val Venegia o attorno a Passo Rolle non potete non mettere in preventivo di dormire una notte al Rifugio Capanna Cervino: una volte che vedrete le stanze non vorrete più andar via!

Cibo e bevande

Mangiare in rifugio

Al Rifugio Capanna Cervino si mangia molto bene.
Il menù propone i classi piatti tipici ma anche pietanze che accontentano tutti.
Il servizio è ottimo: preciso e veloce!
I dolci sono fatti in casa quindi…dovete assolutamente provarli!

Altre info utili

Altre informazioni

Il rifugio è aperto sia in stagione estiva che in stagione invernale.
Durante i periodi di alta stagione è opportuno prenotare per tempo.
Anche se dovete mangiare è meglio se chiamate prima avvertendo del vostro arrivo; in caso di buon innevamento sciatori e ciaspolatori non mancano!

Contatti

Contatti

cell.: 340 0747643
tel. rifugio:  0439 769095
mail: info@capannacervino.it
sito: www.capannacervino.it

Pale di San Martino

Alla scoperta delle Pale di San Martino

By | Blog
CURIOSITA'

Le Pale di San Martino: curiosità

Venite con me alla scoperta di un ambiente grandioso, monumentale ed a dir poco scenico.
Molteplici sono le particolarità che lo caratterizzano e che meritano di essere ricordate.

Dove sono posizionate?

Le Pale di San Martino, assieme alle Pale di San Lucano, alle Dolomiti Bellunesi ed alle Vette Feltrine fanno parte del sistema dolomitico n°3.
A livello geografico rappresentano un quadrilatero irregolare i cui confini sono così delineati:
– a nord dall’alta Val Travignolo, Passo Valles e Val del Biois
– a sud dall’asse Primiero-Agordo
– ad est dalla valle del Cordevole fra Cencenighe ed Agordo
– ad ovest dall’alta valle del Cismon tra Passo Rolle e la Conca di Primiero

Hanno una superficie di circa 240 km² con cime che superano i 3000 metri.

Perché si chiamano Pale?

Il termine “Pala”, guardando queste maestose montagne, può facilmente indurre a pensare che la parola sia riferita alle verticali rocce che si osservano dalle verdeggianti valli che le circondano.
Non è del tutto vero…
In origine infatti, il toponimo “pala”, indicava i ripidi pendii erbosi che si trovano alla base delle pareti. Solo successivamente gli abitanti delle valli iniziarono ad indicare con tale termine anche le sovrastanti rocce: verticali nello sviluppo e rotondeggianti nella forma delle cime. In maniera del tutto naturale i contadini di allora accomunarono l’aspetto visivo al significato che il termine latino dà a questa semplice parola ovvero “vanga” o “pala da forno”.
I rilievi vengono così “battezzate” dalla realtà contadina che all’epoca viveva nel Primiero.
Infine, il termine “pala” usato al plurale, esprime perfettamente la natura di questo gruppo dolomitico: un insieme di torri, pinnacoli, valli profondamente scavate dall’inconfondibile aspetto.

Pale di San Martino

Una geologia fatta di contrasti

Le Pale di San Martino rappresentano una varietà molto ampia della successione stratigrafica presente nelle Dolomiti.
In questa zona affiorano infatti sia rocce derivanti dalla vecchia orogenesi ercinica, sia rocce più recenti come la Dolomia Anisica e Ladinica.
Insomma molto tempo fa si è passati da un ambiente dominato da lave e vulcani fino ad arrivare a delle più maestose scogliere coralline (simili a quelle che oggi troviamo alle Bahamas).
Molte sono le faglie che agiscono in questa regione ed è facile capirlo anche dalle numerose valli che ne incidono l’orografia.
Trovo poi faccia riflettere come le cime che oggi vediamo svettare oltre i 3000 metri siano in realtà la testimonianza che una volta il mare invadeva tutta questa regione.
Altro aspetto importante, assolutamente da non dimenticare, è che i paesaggi odierni sono il frutto di trasformazioni: tra gli ultimi si possono annoverare i modellamenti glaciali .

Alcune particolarità del territorio

I fertili terreni presenti alla base delle Pale di San Martino hanno permesso lo sviluppo di una delle foreste più importanti dell’arco alpino.
La foresta di Paneveggio infatti, bellissima da visitare, pone a dimora un bosco ad abeti rossi (Picea abies) molto particolare. La qualità eccellente di tale essenza unita ad una crescita piuttosto lenta fa si che la pianta abbia anelli molto stretti con fibre dritte e fini e assenza nodi.
Questo particolare tipo di abeti si chiama “di risonanza”. Il legno che ne deriva è molto richiesto ed ambito tra i musicisti di strumenti ad arco.
Nel parco si trova anche a quote più alte il pino cembro ed un sottobosco caratterizzato da rododendri, mugo, ginepro ed ontano verde.

La Val Venegia poi è uno dei biotopi più interessanti del gruppo delle Pale.
Si trovano vari endemismi, ovvero fiori con areale di crescita molto molto ristretto (pensate che in alcuni casi si parla di specie che cresce in pochi km²).
Possiamo vedere allora la Campanula morettiana, il Galium baldense o la Primula tyrolensis.

Spero di aver stuzzicato la vostra curiosità: per dubbi o domande contattatemi. Sarò felice di potervi dare altri spassionati riscontri utili.

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