Qualche consiglio utile per iniziare a ciaspolare

Consigli e suggerimenti per iniziare a vivere una nuova avvincente avventura sulla neve

Negli ultimi anni le attività outdoor hanno visto un notevole incremento di frequentatori.
Moltissime infatti le persone che si approcciano alla montagna anche in veste invernale.
Una delle attività più gettonate degli ultimi anni sono proprio le ciaspolate: camminare sulla neve (meglio se fresca) con l’ausilio di bastoncini e racchette da neve.

Per saper utilizzare le ciaspole non serve chissà che corso ma è comunque un attività da fare con le dovute accortezze.
Ecco allora, qui di seguito, quelle che secondo la mia esperienza di guida sono le principali cose da tener presente per poter vivere una bella giornata sulla neve.

Valutazione delle condizioni meteo

Come per qualsiasi tipo di escursione, anche per ciaspolare, bisogna valutare attentamente le condizioni meteo che si andranno a trovare.
In montagna il clima è sempre più rigido rispetto a quanto troviamo in pianura.
Valutiamo quindi attentamente se il meteo previsto ci permette di fare o meno l’escursione.

Le previsioni meteo vanno guardate il più a ridosso possibile della data prevista per l’uscita.
Previsioni oltre i 3 giorni infatti risultano ancora poco affidabili: possono cioè variare anche sensibilmente.

Per quanto riguarda al meteo non fermiamoci all’icona del sole o della neve che magari ci fornisce intuitivamente qualche app ma guardiamo attentamente l’evoluzione descritta nei particolari unitamente ai parametri relativi al vento ed alle temperature.
Con una giornata di sole in cui l’intensità del vento raggiunge valori importanti, è da valutare attentamente se ciaspolare o meno.
Ricordatevi che l’azione del vento abbassa sensibilmente la temperatura percepita dall’essere umano, accelerando l’eventuale rischio di congelamento.

Valutazione del rischio valanghe

Questa è di per sè la valutazione più difficile e delicata.
Molti infatti sono i fattori che influenzano i distacchi valanghivi.
Molte sono le variabili in gioco e non è detto che dove è già passato qualcuno, possiamo passare anche noi.

La neve infatti ha un’altissima variabilità; legata sicuramente al tempo (in termini di ore e secondi) ma anche al luogo in cui è caduta ed alle condizioni locali (umidità, irraggiamento solare, esposizione del versante, quota, esposizione al vento, ecc. …).
Ciò deve farci riflettere e desistere dalle nostre intenzioni di ciaspolare se non siamo perfettamente sicuri delle condizioni che troveremo nel percorso che abbiamo previsto.

Un aiuto nel capire lo stato di rischio legato al pericolo valanghe possiamo trovarlo nelle previsioni presenti sui bollettini Neve/Valanghe.
Attenzione però: questi bollettini danno delle indicazioni macroscopiche.
Per esempio per quanto attiene alla Regione Veneto il bollettino da due indici di rischio: uno per la zona delle Prealpi e l’altra per l’ambito delle Dolomiti.
Capite che, seppur siano informazioni fondamentali, sono veramente troppo macroscopiche per dire se l’itinerario scelto sia sicuro o meno.
Abbiamo bisogno di un analisi basata più sulle condizioni locali.

Onde evitare fraintendimenti tengo a precisare che questi bollettini sono la base di informazioni fondamentali da cui partire per poi calarsi ad analizzare la situazione nivologica locale.

Ora però mi direte: ma io che vengo in montagna solo per divertirmi e non ho fatto corsi specifici come faccio a capire dove muovermi quando l’analisi del manto nevoso è in realtà così complicata?
Domanda lecita a cui tenterò di dare una risposta, non nel merito ma con qualche consiglio pratico, per minimizzare il rischio di esporvi a luoghi potenzialmente valanghivi.

Nel ciaspolare in autonomia prendete quindi in considerazione:

  • il fattore di rischio dato dai bollettini neve/valanghe
  • informarsi presso rifugisti o guide della zona circa le condizioni del manto nevoso (che sia una fonte su cui poter mettere la mano sul fuoco!)
  • pendii poco pendenti
  • cercate di restare in ambiente boscato
  • rimanete distante da pendii ripidi o da canaloni (naturali punti di scarico della montagna)
  • muoversi con la dovuta attrezzatura
valanga

La scelta dell’itinerario

Come detto poco fa, l’itinerario va studiato a tavolino, con calma e poi adattato in loco in base alle condizioni locali.
In questa fase molta attenzione va posta nel caso di neve fresca: in questa condizione infatti le ciaspole affondano molto di più ed avanzare, anche di pochi metri, risulta molto faticoso.
Dovremo quindi considerare di ciaspolare lungo un itinerario non troppo lungo (anche solo 2/3 chilometri con neve fresca sono abbastanza) e con poco dislivello.

Commisuriamo il percorso alle nostre capacità e, se siamo in gruppo, adattiamolo alla persona meno allenata.

Consideriamo bene anche le tempistiche relative alla nostra uscita: in inverno le giornate sono corte e ciaspolare rallenta notevolmente i tempi di percorrenza rispetto alle condizioni estive.

Che calzature mi servono per ciaspolare

Se siamo fortunati possiamo trovare una giornata assolata con neve fresca e temperature piacevoli ma se non siamo equipaggiati a dovere la ciaspolata ce la ricorderemo ugualmente, ma non positivamente.
Ciò di cui non possiamo proprio fare a meno per ciaspolare sono infatti un paio di scarponi che proteggano il piede dalla neve.
Moonboot (doposci) o timberland assolutamente vietati!!!

Per ciaspolare anche qualche ora sulla neve gli scarponi devono essere alti sopra la caviglia (così da proteggere le articolazioni da possibili traumi) e resistenti all’acqua.
Nel caso di neve fresca potrebbero essere necessarie anche delle ghette: una sorta di copri scarpone che protegge la parte inferiore delle gambe quasi fino al ginocchio.

Come vestirsi per ciaspolare?

Iniziamo dicendo che ciaspolare è un attività aerobica simile alla camminata.
Bisogna però tener presente che la neve offre maggior resistenza all’avanzamento.
Le stesse ciaspole poi hanno un peso di circa 900 grammi l’una.

Bisognerà quindi attrezzarsi per far fronte ad un attività fisica che spesso viene svolta in contemporanea al freddo od al vento.
L’indicazione quindi è quello, come per l’escursionismo estivo, di vestirsi a strati.
Non serve spendere chissà quanti soldi in capi iper tecnici ma il consiglio è di orientarsi verso capi che svolgono bene una funzione precisa; riuscirete cosi a riutilizzarli anche in altri contesti.

Questi poi sono gli indumenti che, se fate una ciaspolata, non possono proprio mancare:

  • intimo termico
  • calzini caldi
  • pantaloni lunghi adeguatamente caldi
  • maglia termica
  • pile o felpa
  • wind stopper
  • giacca a vento
  • guanti
  • berretto o bandana
  • occhiali da sole

Vi consiglio anche di tenere in macchina un cambio completo per ogni evenienza.

Se volete approfondire ulteriormente l’aspetto legato al vestiario, accedendo a questo link, trovate un articolo dedicato all’argomento.

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