zaino da trekking 5 cose che non possono mancare

Le cose essenziali da avere sempre nel nostro zaino da trekking.

KIT DI PRIMO SOCCORSO

Chi ha avuto modo di fare già escursioni in montagna sa che lo zaino è un po come la nostra casa.
E’ l’unico strumento che ci permette di portare con noi, abbastanza agevolmente, quello di cui abbiamo bisogno.
Più si va in montagna e più ci si rende conto quanto bisogna essere attrezzati. Non solo per la pioggia o il sole ma soprattutto per le situazioni poco piacevoli.

Ecco allora che nel vostro zaino da trekking non potrà mancare il kit di primo soccorso. Ma cos’è il kit di primo soccorso?
Vediamolo assieme.

Il kit di primo soccorso è l’insieme di materiali ed attrezzature che ci permettono di fare un semplice intervento di primo soccorso in ambiente.
Solitamente questi kit sono molto compatti; le dimensioni posso variare e vanno da una busta non più grande di una mano ad astucci grandi come metà foglio A4.
In realtà poi in commercio ce ne sono veramente molti di prodotti validi.
Se dovete ancora comprarlo valutate bene il materiale contenuto al suo interno (solitamente cerotti, garze sterili, forbici chirurgiche) e le dimensioni che questo kit occuperebbe nel vostro zaino.

Una sbucciatura, una puntura d’insetto, un malessere improvviso…in montagna non si scherza e l’imprevisto può essere sempre dietro l’angolo.
Essere attrezzati significa molto spesso fare la differenza tra la vita e la morte: non per essere drastico ma ogni secondo è prezioso.

Nessuno vi chiede di diventare immediatamente medico anestesista ma talvolta con piccoli accorgimenti si riescono veramente a guadagnare minuti preziosi.

kit primo soccorso

LAMPADA FRONTALE

Nel vostro zaino da trekking non potrà mancare la lampada frontale.
Uno strumento preziosissimo sia nel caso, per qualsiasi motivo, tardassimo a rientrare ma anche in caso di emergenza.
Attraverso i segnali luminosi infatti è possibile anche mandare una richiesta d’aiuto (S.O.S.): 6 impulsi luminosi in un minuto equivale a “ho bisogno d’aiuto”; se poi vi rispondono con 3 impulsi, sempre in un minuto, significa che qualcuno ha “ricevuto” la vostra richiesta.
Solitamente questi comportamenti si adottano in montagna quando il telefono non prende, siamo impossibilitati a muoverci o non riusciamo a produrre segnali acustici.

Di pile frontali ce ne sono molte in commercio. Vi parlo proprio di “frontali” perché vi permettono di avere le mani libere.
Si parte dai 10€ per salire anche ai 150€ per i prodotti ad intensità e fascio adattivi: si adeguano cioè, attraverso dei sensori, alle variabili del contesto che state vivendo.

Le funzioni di base che a mio avviso servono per poter esserci utili in caso di necessità sono: durata delle batterie ed efficienza luminosa.
La prima caratteristica mi sembra d’obbligo: più durata hanno le batterie (vi suggerisco quelle al litio) e più potrete contare su una fonte d’illuminazione ed allo stesso tempo ciò si tramuta in sicurezza.
Per quanto attene all’efficienza luminosa invece l’importante è che, detta terra a terra, facciano luce.
Il fascio deve permettere di vedere chiaramente cosa si trova davanti a voi. Anche l’intensità luminosa è molto importante: prendere una pila frontale che dura una settimana ma che fa una luce troppo fioca è come non averla. Quando acquistate un prodotto valutate bene questi parametri.

Insomma avete capito che questo semplice strumento non può mancare nel vostro zaino da trekking.

lampada frontale black diamond
lampada frontale petzl nao

KIT EMERGENZA

In questo termine ho voluto riassumete un insieme di più oggetti che vi potranno tornare veramente utili.
Non si tratta di “sfizi” o cose superflue ma di vere e proprie risorse per affrontare al meglio ogni tipo di situazione.

Nel mio zaino da trekking non mancano mai:

  • accendino o fiammiferi od acciarino
  • fischietto (stile arbitro per capirci)
  • fascette da elettricista
  • nastro americano
  • vecchio cellulare carico o power bank
  • dei viveri di prima necessità (barrette energetiche, frutta secca).

Ognuno di questi semplici oggetti può veramente risolvere una situazione spiacevole in pochi minuti.
Prendiamo ad esempio una scarpa a cui si è scollata, parzialmente od in toto, la suola.
Un paio di “giri” di nastro americano e la suola sarà nuovamente al suo posto, permettendovi di rientrare fino al punto di partenza della vostra escursione.

Lo strumento che fra tutti forse ha bisogno di una piccola spiegazione è il cellulare vecchio.
I moderni smartphone offrono infatti infinite applicazioni e funzionalità; questo però, unito anche alle temperature spesso rigide che si verificano in montagna, implica un rapido consumo delle batterie.
Un vecchio cellulare custodito nella tasca superiore del vostro zaino da trekking od un power bank potrebbero letteralmente salvarvi la vita in quei momenti quando magari avrete un bisogno impellente di chiamare soccorso.

kit emergenza

VESTIARIO DI EMERGENZA

Nel fondo del mio zaino da trekking c’è sempre uno spazio occupato dal vestiario d’emergenza.
Poche cose ma funzionali allo scopo di proteggermi in tutte quelle situazioni in cui il meteo mi gioca degli “scherzi”.
Se non avevate ancora pensato a questa soluzione ve la consiglio: prima o poi vi servirà!

Non servono molte cose per comporre un kit di questo tipo che sia veramente fruibile e funzionale.
Solitamente, in base anche alla stagione in cui svolgo le mie escursioni, ne vario il contenuto ma stravolgendolo veramente molto.
Cerco innanzitutto di portare quel vestiario dedicato alle parti del corpo che possono essere più soggette a variazioni termiche o condizioni climatiche.
Un piumino, una giacca anti-pioggia leggera, un cappello od una bandana, occhiali da sole, crema da sole, dei guanti ed una fascetta per proteggere le orecchie dal vento.

Ripongo tutto dentro un sacchetto di plastica o idrorepellente cosicché se anche viene a piovere, il contenuto rimane sempre bello asciutto ed utilizzabile.

vestiario tecnico per escursioni e trekking

CARTINA BUSSOLA E GPS

Ora che abbiamo pensato a come proteggerci cosa ci resta?
Se parliamo di attività outdoor all’aria aperta come escursionismo, trekking, alpinismo, ci sono modalità di protezione individuali attive e passive.
Le attive sono quelle che possono influire direttamente sul nostro stato di salute, le passive sono quelle che potrebbero indurre, non direttamente, a cambiare il nostro stato di salute.

Dico questo per introdurvi all’importanza di sapere sempre il luogo dove ci troviamo.
Ma come possiamo sapere esattamente dove siamo se ci troviamo in bosco o su un sentiero?
La risposta è semplice ma per utilizzare gli strumenti che vi menzionerò ora serve un minimo di conoscenza e pratica.
Cartine topografiche, bussola e gps a poco servono infatti se non li sapiamo usare.

Se volete approfondire l’uso delle cartine topografiche potete guardare qui: tempo fa ho scritto un semplice articolo e riguardo. Non sicuramente esaustivo di ogni aspetto ma un ottimo inizio per chi vuole cominciare a capirne di più.

Il GPS invece è uno strumento “moderno”; tralasciamo i dispositivi dedicati (gps per esclusiva navigazione in montagna) e trattiamo invece i GPS legati alle tecnologie più fruibili: i cellulari. Grazie alle molteplici applicazioni installabili è veramente facile rintracciare la propria posizione.
Il limite di questo strumento associato ai cellulari è che molto spesso serve avere “campo” ed in montagna spesso questo è assente (anche se sempre meno).
Vi consiglio allora due applicazioni che potrebbero aiutarvi: per entrambe il download è free.

  • TABACCOMAP: (LINK); applicazione sviluppata dalla nota casa Tabacco; permette la tracciatura dei vostri percorsi; le cartine sono a pagamento (2,29€ ciascuna); vi permette di capire dove vi trovate, in real-time, anche se il cellulare non ha campo.
  • GEORESQ: (LINK); applicazione sviluppata dal Soccorso Alpino; permette la tracciatura dei vostri percorsi e l’invio della vostra posizione in maniera “automatica” in caso bisogno d’aiuto.

Insomma avete capito che per la vostra sicurezza, nello zaino da trekking questi supporti non dovranno mancare.
Attenzione però: come dicevo sopra bisogna allenarsi e saperli utilizzare.

Cartina Topografica e bussola

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